Nel centrosinistra campano, tra le scintille della coabitazione forzata fra il “sistema De Luca” e i Cinque Stelle, la direzione è già segnata: candidato presidente sarà Roberto Fico. Non è poco, considerando che dall’altra parte, nel centrodestra, si naviga ancora a vista in pieno mare agitato.
La situazione è ormai da manuale del “come incartarsi da soli”. Fratelli d’Italia e Forza Italia si tengono in ostaggio a vicenda: i veti reciproci bloccano sia Edmondo Cirielli (FdI) che Fulvio Martusciello (FI), quest’ultimo persino autore dell’ultima “idea shock”: candidare una donna per sbloccare l’impasse. La Lega? Ha fatto un giro di pista e poi si è dileguata verso il Veneto, lasciando ai compagni di coalizione il nodo campano.
Il nome di Giosy Romano, coordinatore delle aree Zes, lanciato come “asso a sorpresa”, non ha trovato l’applauso unanime. E così si torna all’ipotesi rosa, che da suggestione sta diventando piano concreto. Mara Carfagna ci ha fatto un pensierino, ma il suo passaggio in Azione la rende invotabile per un centrodestra che non perdona simili “tradimenti”.
Ecco allora spuntare Annarita Patriarca, deputata di Forza Italia, in ottimi rapporti anche con i “caldoriani” e capace, dicono, di pescare consensi persino nel centrosinistra. Napoletana (un punto in più dopo dieci anni di dominio salernitano di De Luca), erede di una solida tradizione democristiana di famiglia, ex sindaco, ex consigliera regionale, oggi parlamentare: curriculum in ordine, lista personale già pronta, e capacità di intercettare quell’elettorato trasversale che spesso decide il vincitore.
Insomma, mentre nel centrosinistra la partita è aperta ma con un capitano già designato, nel centrodestra continua la telenovela dei “chi sale e chi scende”. E in Campania, con le regionali alle porte, il tempo per smettere di litigare sta finendo.



