Le casse comunali sono a rischio default e allora il Comune invia 240 avvisi di sfratto agli abitanti del rione 219 che non hanno pagato il pigione. Molti di loro sono morosi da anni. Da qui la decisione del sindaco, Massimo Pelliccia, di passare agli estremi rimedi. Si tratta di una vicenda che sta attraversando una più complessiva fase ad alta tensione. Questo perché a causa di un contenzioso giudiziario di natura edilizia perso in tribunale l’anno scorso, il Comune di Casalnuovo ha ora un debito di cinque milioni di euro da pagare in tempi stretti a un privato. E per coprire questo buco, che rischia di portare al pignoramento del conto corrente municipale, la giunta ha messo in bilancio la riscossione degli affitti della 219. Ma nonostante i ripetuti solleciti da parte degli uffici competenti nessuno o quasi degli assegnatari ha pagato il dovuto. Intanto l’esecutivo ha fatto inviare 240 lettere di sfratto ad altrettante famiglie che occupano il grande insediamento post terremoto. 80 nuclei familiari dell’enorme quanto fatiscente complesso edilizio sono state “risparmiate” dal provvedimento perché evidentemente risultate “più o meno” in regola con i pagamenti dei canoni mensili. Le famiglie alle quali è stato notificato l’avvio della procedura di decadenza del titolo di assegnazione dovranno produrre entro quindici giorni dalla notifica le loro controdeduzioni al provvedimento. Subito dopo, una volta ravvisata la non plausibilità delle giustificazioni addotte dagli occupanti degli alloggi di via Pigna, scatteranno gli sfratti progressivi. Ma è già polemica. Esistono infatti altri 300 alloggi di proprietà del Comune per i quali molti degli occupanti non pagano gli affitti da anni. Si tratta di case abusive private acquisite nel tempo al patrimonio municipale. Per queste situazioni, però, il sindaco non ha ancora disposto l’invio delle lettere di avviso di sfratto, come invece ha già fatto per gli assegnatari morosi della 219. << Se respingeremo le controdeduzioni all’avvio della procedura per la decadenza dell’assegnazione degli alloggi 219 – scrive negli avvisi il responsabile dell’ufficio patrimonio del Comune di Casalnuovo, Antonio Giacco – dichiareremo la decadenza dell’assegnazione degli appartamenti, la risoluzione dei contratti e l’immediato ordine di rilascio dei locali >>. Finora però a questo avvertimento non sono ancora seguiti i fatti. Si vedrà. Rimane sullo sfondo il problema, concretamente serio, del debito da pagare alla famiglia Caruso, proprietaria di un terreno nei pressi della stazione delle Ferrovie dello Stato, terreno che il Comune a causa di una convenzione stipulata nel 1989 avrebbe dovuto rendere edificabile. Un impegno scritto che però non è stato più onorato. Per questa inadempienza il tribunale ha condannato la municipalità al pagamento ai Caruso di quattro milioni e mezzo di euro. L’udienza per il pignoramento del conto corrente del Comune è stata fissata a febbraio, al tribunale di Nola. E ora è corsa contro il tempo per sventare un default delle casse comunali. La municipalità locale deve a tutti i costi trovare danaro sufficiente per fronteggiare questa situazione. Si tenta quindi di ricavare liquidità dalle morosità registrate nell’erogazione dei modesti canoni (fino a 60 euro al mese) delle abitazioni popolari.









