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Il primo parco pubblico della città degli scandali edilizi era stato dichiarato collaudato e quindi consegnato al Comune il 29 marzo. Ma un consigliere comunale M5S, Christian Cerbone, e un ambientalista del territorio, Alessandro Cannavacciuolo, hanno denunciato alla magistratura una serie di “gravi anomalie nell’opera”, rimasta chiusa al pubblico. Quindi l’altro ieri i carabinieri della tenenza locale e i carabinieri forestali sono entrati in municipio. Hanno acquisito tutto, anche il certificato di collaudo. Documenti che attestano che sono stati spesi 747mila euro per ultimare il parco. Altri 240mila euro sono stati spesi per la bonifica. I militari hanno anche ispezionato il cantiere, nell’area dell’ex fabbrica Moneta, alle spalle della stazione FS. La procura di Nola ha infatti aperto un’indagine per cui ha delegato i militari all’accertamento di eventuali irregolarità nei lavori di realizzazione e ultimazione, inaugurati nel 2015. La denuncia di Cerbone, Cannavacciuolo e di altri ambientalisti punta all’accertamento di < omissioni e false attestazioni che peraltro hanno consentito la prosecuzione dei lavori di realizzazione del parco in un cantiere che presenta sostanze pericolose per la salute dei cittadini >. Lavori tormentati fino a spingere il Comune a creare un’opera più piccola di quella prevista: 9mila metri quadrati sui 22mila del cantiere aperto 4 anni fa. Nell’ottobre dell’anno scorso la ditta incaricata di realizzare il progetto, la Capriello, si è ritirata, ufficialmente per il troppo amianto rinvenuto. Poi i lavori sono ripresi in tutta fretta a causa della scadenza dei finanziamenti europei fissata al 31 marzo. E il 29 marzo il parco è stato collaudato e consegnato al Comune, più piccolo della metà e visibilmente incompleto. Nell’area rimasta “da definire”, a pochi metri dalle giostrine per i bambini, ci sono 3 cassoni pieni di amianto, una collinetta zeppa di rifiuti speciali e alcune strutture interrate sempre di amianto. A pochi passi da scuole e abitazioni. Sale la tensione. < Gli esposti sono diffamanti: abbiamo incaricato i nostri legali di tutelare immagine e lavoro svolto – commenta il sindaco Massimo Pelliccia – intanto i carabinieri hanno ottenuto tutta la documentazione per cui finalmente sarà fatta chiarezza. Noi comunque abbiamo portato a termine i lavori nonostante le innumerevoli difficoltà riscontrate e abbiamo tutelato la salute dei cittadini assicurando un’accurata rimozione dell’amianto rinvenuto. Ma ciò che è inaccettabile è che si attacchi un’opera pubblica danneggiando l’immagine della città per fini strumentali ed egoismi politici. Casalnuovo ha finalmente il suo primo parco pubblico. E senza cemento >.