Colpite vetrine e saracinesche di diversi locali della ristorazione a Frattamaggiore, in provincia di Napoli. È un’altra faccia della camorra che danneggia le piccole attività commerciali. È una camorra più stracciona.
Il buio cresce e il nemico avanza. Appare invincibile. È un nemico che agisce contro il bene comune rifiutando ogni limite, ogni responsabilità, ogni senso della legge. Questo nemico può essere banalmente definito come “camorra più stracciona”. È una forma di criminalità imprudente che agisce seguendo un impulso interno, senza riflessioni o premeditazioni. Tendenzialmente, questa “criminalità dilettantesca” è mossa da giovani affascinati dal potere, in cerca di notorietà e soldi facili.
Le vittime che hanno subito atti di violenza sono le piccole attività commerciali situate a Frattamaggiore. Colpi d’arma da fuoco contro tre pizzerie (Palapizza di via Vittoria, Anema & Pizza di Corso Durante, Sapureat in via Vittorio Emanuele III) e un noleggio auto.
Luca Piscopo, il quale gestisce da anni il locale Anema & Pizza, si fa portavoce dell’atto vile intimidatorio scrivendo un post sui social, dalla pagina della sua pizzeria, per denunciare l’accaduto. Scrive: “Diciamo no alla camorra, no ai soprusi, no alla paura, sì alla libertà di impresa, sì alla convivialità, sì alla vita. […]
Inoltre, il titolare della pizzeria manda un messaggio ben preciso a queste persone: “sono disponibile a insegnare loro a fare la pizza, l’arte bianca, purché lascino questa strada della malavita che non porta a niente”.
Immediati i messaggi di vicinanza e solidarietà da parte delle istituzioni, infatti, il post è stato condiviso anche dal senatore Sandro Ruotolo. Il comitato di liberazione dalla camorra, venerdì mattina, andrà a portare solidarietà alle pizzerie minacciate dagli spari, in cui ci sarà un pranzo simbolico contro la camorra.
Un’iniziativa di grande spessore, ma che dovrebbe essere accompagnata e sostenuta dall’azione concreta delle istituzioni poiché, come scrive il grande poeta, Pier Paolo Pasolini:
[…] Poiché le istituzioni sono commoventi: e gli uomini
in altro che in esse non sanno riconoscersi.
Sono esse che li rendono umilmente fratelli.
C’è qualcosa di così misterioso nelle istituzioni
– unica forma di vita e semplice modello per l’umanità che
il mistero di un singolo, in confronto, è nulla.



