E’ la fedelissima di Mara Carfagna nell’agro nocerino sarnese. Le indagini puntano sul marito della consigliera regionale di Forza Italia, il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti.
La casa del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, e di sua moglie, la signora Monica Paolino, perito ragioniere e sesto consigliere regionale di Forza Italia per numero di preferenze alle ultime elezioni (13285 voti), è stata fatta perquisire dal dottor Vincenzo Montemurro, pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Montemurro vuole vederci chiaro proprio sul voto che ha portato Monica Paolino a tornare nel consiglio regionale per la seconda volta consecutiva. La Dda di Salerno sta spulciando tra le carte del comune di Scafati, analizzando appalti, consulenze, assunzioni. Intanto risultano iscritti al registro degli indagati i coniugi Aliberti-Paolino, la segretaria comunale del municipio di Scafati, che è di Aversa, e un componente dello staff di Aliberti. Dunque, è ben presto passato il recentissimo tempo degli entusiasmi per la signora Paolino. Appena due mesi fa la consorte del sindaco scafatese aveva dedicato la sua rielezione a Mara Carfagna distribuendo a destra e a manca lodi anche per il neo governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che nello stupore generale l’ha poi fatta nominare presidente nientemeno che della commissione regionale antimafia, tra le proteste del Movimento Cinque Stelle. Intanto ora i pentastellati chiedono la testa della Paolino.
“La Paolino deve dimettersi immediatamente, senza aspettare neanche un secondo: abbiamo appena presentato una richiesta ufficiale firmata da tutti i nostri consiglieri”, annuncia intanto Vincenzo Viglione, consigliere regionale del M5S e membro della commissione anticamorra. “Che il presidente della Commissione Anticamorra – aggiunge Viglione – risulti indagata per il reato di voto di scambio politico-mafioso, se confermato sarebbe un fatto gravissimo, l’ennesimo oltraggio alle nostre istituzioni, tanto più grave in un momento in cui la violenza della camorra sta riesplodendo nelle strade campane”. Michele Cammarano, altro componente pentastellato della commissione regionale, continua spiegando di “aver chiesto con forza che la presidenza della commissione andasse al M5S perché tra di noi non ci sono né indagati né condannati e perché per quel ruolo serve una figura non ricattabile e libera da condizionamenti. E invece il Pd – polemizza Cammarano – ha scelto di lavarsi le mani ed oggi è anch’esso responsabile di aver consegnato quella commissione a chi risulterebbe indagato proprio per reati legati alla camorra”. Ma è tutto il gruppo campano dei cinque stelle a concordare sul fatto che “Il M5S è l’unica forza di opposizione che può fare da argine alla criminalità, impedendo che entri nelle istituzioni. Alla luce di quanto accaduto – il messaggio del gruppo regionale – rinnoviamo la nostra richiesta di presidenza della Commissione Anticamorra e chiediamo alla maggioranza di assumersi la responsabilità di garantire che una commissione così importante sia affidata a chi non ha ombre e a chi porta avanti da sempre la battaglia per la legalità”.



