Un rifugio sotterraneo ricavato sotto un rudere abbandonato e raggiungibile solo attraverso una botola nascosta dentro un’abitazione. È qui che i carabinieri hanno trovato e arrestato un 37enne ritenuto affiliato al clan camorristico Gionta.
L’operazione è stata eseguita dai militari del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, al termine di una attività investigativa mirata alla cattura del latitante.
L’uomo era ricercato dal 18 luglio 2025, quando si era reso irreperibile per sottrarsi all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento era stato emesso dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito di una indagine più ampia che aveva portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di 19 persone ritenute legate al clan Gionta.
Il gruppo criminale, secondo gli investigatori, opererebbe principalmente nel territorio di Torre Annunziata e nei comuni limitrofi.
Al 37enne vengono contestati reati gravi: associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni e violazioni della normativa sulle armi.
Le ricerche dei carabinieri si sono concentrate per mesi su possibili covi utilizzati dal latitante. Gli investigatori sono riusciti infine a individuare un sistema di nascondiglio particolarmente elaborato.
Il ricercato si trovava all’interno di un cunicolo sotterraneo ricavato sotto un rudere. L’accesso al rifugio avveniva tramite una botola nascosta all’interno dell’abitazione di un uomo incensurato, ora denunciato per favoreggiamento personale.
Una volta scoperto il passaggio segreto, i militari sono intervenuti e hanno arrestato il 37enne, ponendo fine alla sua latitanza.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.



