Ultima chiamata il 19 dicembre, sempre al Mise.
A giudicare da quello che è successo oggi pare che non esistano più margini di trattativa tra l’azienda da una parte, che insiste su un accordo in deroga al contratto nazionale per il taglio strutturale dei salari, e i sindacati, che invece giudicano indecente la proposta del gruppo romano, la più grande azienda italiana di call center. E così è stato breve l’ennesimo confronto di oggi pomeriggio al ministero dello Sviluppo Economico, anche questa volta mediato dal viceministro Teresa Bellanova. Le parti si sono riservate un ultimo appuntamento, il 19 dicembre, sempre al Mise. Ma la sensazione è che senza una mediazione decisa del nuovo governo Gentiloni non esistano più spazi di manovra. La distanza tra le parti sembra incolmabile. La scadenza della procedura di mobilità è fissata al 21 dicembre. Da allora, per legge, l’azienda avrà un altro mese e mezzo di tempo per inviare o meno ai 2511 lavoratori delle sedi di Napoli e Roma le lettere di estromissione definitiva dal lavoro.



