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martedì, Ottobre 19, 2021

Almaviva, firmato in extremis l’accordo che congela i licenziamenti. Ma a marzo necessario un altro patto

 

Se non ci sarà l’intesa definitiva tra 68 giorni saranno spedite le lettere di estromissione

 

L’accordo firmato poco prima della mezzanotte chiude la procedura di mobilità e quindi evita l’invio a Natale delle lettere di licenziamento ai 2511 lavoratori dei call center Almaviva di Napoli e di Roma. Ma non scongiura del tutto i licenziamenti. Questo perchè nello stesso accordo c’è scritto che le parti si impegnano a trovare soluzioni strutturali temporanee per il contenimento del costo del lavoro e illimitate per il recupero della produttività e il telecontrollo individuale.  Il periodo sarà gestito con la cassa integrazione straordinaria e la mobilità volontaria. Ma le soluzioni strutturali non saranno trovate entro il 31 marzo e non sarà sottoscritto un accordo definitivo sulla questione allora potranno partire lo stesso le lettere di estromissione forzata dal posto di lavoro, già da l 15 aprile. In quell’occasione non ci sarà bisogno da parte dell’azienda di aprire una nuova procedura di mobilità. Il problema, dunque, resta.  Questo perché soluzioni strutturali sul fronte del costo del lavoro equivalgono a un accordo definitivo in deroga al contratto nazionale di lavoro oltre che a un sacrificio ulteriore per i lavoratori già vessati dai magri salari del settore. Proprio oggi sono arrivate le tredicesime di molti dipendenti Almaviva: sono di appena 300 euro a causa dei contratti di solidarietà subiti per molti mesi.  I salari, poi, sono mediamente di 700 euro al mese. Ma questa è la situazione. E’ quella di una sostanziale tregua. Il futuro prossimo e in particolare quello a lungo termine, intanto, sono tutti da scrivere.

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