Se non ci sarà l’intesa definitiva tra 68 giorni saranno spedite le lettere di estromissione
L’accordo firmato poco prima della mezzanotte chiude la procedura di mobilità e quindi evita l’invio a Natale delle lettere di licenziamento ai 2511 lavoratori dei call center Almaviva di Napoli e di Roma. Ma non scongiura del tutto i licenziamenti. Questo perchè nello stesso accordo c’è scritto che le parti si impegnano a trovare soluzioni strutturali temporanee per il contenimento del costo del lavoro e illimitate per il recupero della produttività e il telecontrollo individuale. Il periodo sarà gestito con la cassa integrazione straordinaria e la mobilità volontaria. Ma le soluzioni strutturali non saranno trovate entro il 31 marzo e non sarà sottoscritto un accordo definitivo sulla questione allora potranno partire lo stesso le lettere di estromissione forzata dal posto di lavoro, già da l 15 aprile. In quell’occasione non ci sarà bisogno da parte dell’azienda di aprire una nuova procedura di mobilità. Il problema, dunque, resta. Questo perché soluzioni strutturali sul fronte del costo del lavoro equivalgono a un accordo definitivo in deroga al contratto nazionale di lavoro oltre che a un sacrificio ulteriore per i lavoratori già vessati dai magri salari del settore. Proprio oggi sono arrivate le tredicesime di molti dipendenti Almaviva: sono di appena 300 euro a causa dei contratti di solidarietà subiti per molti mesi. I salari, poi, sono mediamente di 700 euro al mese. Ma questa è la situazione. E’ quella di una sostanziale tregua. Il futuro prossimo e in particolare quello a lungo termine, intanto, sono tutti da scrivere.



