CONDIVIDI

Riceviamo e pubblichiamo

Cara Direttrice, purtroppo mi sono dovuta recare presso il Distretto sanitario di Somma Vesuviana per dei referti e, mio malgrado, ho dovuto assistere e subire il degrado organizzativo in cui versa la struttura.

All’ingresso c’era una fila assembrata, all’interno pure. Ho aspettato almeno un’ora e mezza, mi sono seduta e ho notato solo tre camici bianchi, presumo infermiere. Di queste, una, particolarmente affascinante però dal tono di voce eccessivamente alto e abbastanza cafone (il tono), ad un certo punto si è tolta il camice e ha invitato almeno tre uomini (presumo medici) ad andare al bar. E così hanno fatto!

Mi sono chiesta: “ma come, vanno al bar con tutta questa gente che sta in fila? Forse potrebbero dare una mano?”. Mi aspettavo che qualcuno prendesse in mano la situazione ma ho capito, dopo un’ora e mezza, che quel qualcuno non c’è. A Somma, nel distretto sanitario, c’è un abbandono totale, non si capisce nulla, chi si addentra vive un’esperienza spiacevole e nota che ognuno fa quello che gli pare, come se fosse nel gabinetto di casa sua. Il cittadino che ha la sventura di capitarci vive un enorme disagio e un grande senso di abbandono: ci si sente merce umana da discarica, mentre si resta in fila ad aspettare.

Ho chiesto in giro e ho saputo che le leve del comando politico-organizzativo si trovano tutte a Marigliano. E Somma, allora, cos’è diventata? Una dependance di Marigliano? Sindaco di Somma, ma lei è mai andato al distretto sanitario 48 di via Tenente Indolfi? Il distretto di Somma è lo specchio della politica di Somma Vesuviana: mediocre, se non scarsa; inefficiente se non inutile; assurda perché penalizza i cittadini anziché aiutarli.

Ah, a proposito: dopo la mia fila di un’ora e mezza, mentre uscivo ho visto per strada l’infermiera con i medici che tra scherzi, lazzi, risate e battute, tornavano dal bar. Beati loro!

Grazie per l’attenzione

Margherita Di Monda