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Addebiti errati in bolletta telefonica, si può ottenere il risarcimento?

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Tante persone si ritrovano, ogni anno, a notare degli addebiti errati in bolletta telefonica, chiedendosi se, a protezione rispetto a questo comportamento della compagnia telefonica, sia possibile controbattere la presenza di un diritto al risarcimento.

Per comprendere quali siano i diritti del consumatore in queste situazioni sarà necessario prendere in considerazione gli orientamenti che sono stati applicati anche in relazione a casi simili a quelli che potrebbero essersi verificati presso qualsiasi cittadino.

Che cosa si intende per addebiti errati in bolletta telefonica

In primo luogo, quando si faccia riferimento agli addebiti errati in bolletta telefonica si prenderanno in considerazione delle cifre, inserite proprio nella fattura mensile o plurimensile, che saranno superiori rispetto a quelle pattuite con il proprio gestore telefonico e di altri servizi (come può accadere per chi abbia solo internet).

Non si prenderanno in considerazione, quindi, i casi nei quali siano stati aggiunti dei servizi non richiesti, in quanto, in questa seconda situazione, ci si potrà comportare diversamente, e anche le tutele applicate saranno diversificate.

Addebiti errati in bolletta telefonica, come ci si può difendere

A livello generale, bisogna sottolineare che esistono delle disposizioni di tutela nel caso in cui gli addebiti si riferiscano a maggiorazioni di costi diverse da quelle stipulate.

Per potersi orientare, però, si potranno prendere in considerazione alcune delle delibere Agcom che sono state più volte emanate in merito a controversie che hanno visto una richiesta d’aiuto da parte degli utenti che si siano visti recapitare delle richieste di pagamento eccessive.

Quindi, a livello generale si può indicare come l’utente che abbia ricevuto questa bolletta abbia diritto ad uno storno immediato di ciò che sia stato erroneamente addebitato.

Diversamente, invece, non si può obbligare l’utente ad accettare quelle che vengono indicate come note di credito.

Queste, infatti, andrebbero a vincolare l’utente rispetto all’ottenimento di un rimborso dilazionato nel tempo, che non prevedrebbe, tra le altre cose, neppure un pagamento degli interessi.

Allo stesso tempo, questa modalità di rimborso obbligherebbe il soggetto a rimanere, spesso per lungo tempo, con quel tipo di operatore, nonostante la brutta esperienza.

Invece, si indica come sia fatto salvo il diritto del soggetto a lasciare il proprio precedente operatore, pur continuando a conservare i diritti di rimborso e anche il credito residuo che sia stato lasciato presso l’operatore precedente.

Quindi, si può anche sottolineare come l’utente abbia l’assoluto diritto di comunicare al proprio operatore la volontà di ottenere uno storno totale, e soprattutto immediato, utilizzando lo stesso strumento che sia stato utilizzato per il pagamento.

Ad esempio, se per il pagamento sia stato utilizzato il bonifico, la compagnia telefonica dovrà utilizzare sempre il bonifico per il rimborso.

Per rendere più semplice, e anche più efficace, la richiesta di rimborso, il consiglio è quello di utilizzare sistemi di comunicazione tracciabili, come la raccomandata oppure la semplice PEC, che vi consentirà comunque di sapere come e quando la comunicazione sarà stata ricevuta.

Nella comunicazione, l’utente avrà anche la facoltà di indicare all’operatore la volontà di rivolgersi, nel caso in cui non vi sia il riconoscimento del suo diritto, all’Agcom per effettuare una denuncia, e anche al Corecom per poter avviare quella che sarà una procedura di conciliazione.

Con questo modo di agire, quindi, gli utenti non solo potranno avere maggiori garanzie in merito al rimborso di quanto sia stato indebitamente versato, ma potranno anche riaffermare la propria posizione nei confronti dell’operatore telefonico, che spesso potrebbe approfittare del proprio ruolo nei confronti del consumatore.

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