Giovanni D’Anna, l’uomo travolto dal treno al passaggio a livello, soffriva di crisi epilettiche.
Non solo l’imprudenza per aver violato il passaggio a livello chiuso e il semaforo rosso. Su questa tragedia ferroviaria si sta facendo infatti avanti anche l’ipotesi, a ogni modo non confermata dalle forze dell’ordine, di una crisi epilettica improvvisa che la mattina del 2 giugno avrebbe colpito Giovanni D’Anna proprio mentre attraversava i binari. Alcuni testimoni hanno infatti riferito che l’uomo stesse percorrendo con la bici il binario per Caserta, ma in senso contrario, nell’area asfaltata del passaggio a livello compreso tra il corso Vittorio Emanuele e via Olmitelli. Il macchinista del treno, sempre secondo quanto riportato da persone accorse sul posto, avrebbe infatti confermato che D’Anna stesse andando praticamente incontro al convoglio stando in sella alla sua bici. Cosa che confermerebbe una crisi epilettica in atto. Una forma di epilessia che colpiva Giovanni D’Anna senza le convulsioni tipiche di questa malattia ma attraverso una sorta di stato di assenza mentale. Del resto è invece confermato che la vittima dell’incidente ferroviario fosse effettivamente epilettica, sia pure in forma non grave. D’Anna, che lascia moglie e due figli adolescenti, per questo motivo riceveva una pensione d’invalidità senza accompagnamento. L’uomo, che era un manovale, era da tempo disoccupato ma viveva in condizioni dignitose avendo alcune piccole proprietà e la pensioncina. Abitava con la sua famiglia in una casa sua, ubicata in via Giambattista Vico, una traversa del corso Vittorio Emanuele, vicino alla guardia medica. “Era una persona solare – racconta un consigliere comunale, Vincenzo Iorio, che lo conosceva bene – Acerra perde un suo cittadino onesto, un padre di famiglia esemplare”.




