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Una scuola elementare e materna nuovissima, inaugurata nell’aprile dell’anno scorso e costata ben nove milioni di euro. Ma è una struttura le cui classi non hanno finestre. Al loro posto ci sono enormi vetrate fisse, grandi verande che fungono da vere e proprie pareti per cui basta l’arrivo delle prime giornate di sole primaverile a trasformare l’edificio in una sorta di enorme forno a microonde. Intanto qui ieri la temperatura interna ha raggiunto per l’ennesima volta picchi insopportabili e ai nuovi accenni di malore da parte dei bambini la direttrice ha optato per l’unica soluzione possibile: chiudere la “Città della Scuola”, il “fiore all’occhiello” del Comune, onore e vanto degli amministratori locali. “La scuola di via Buonincontro resterà chiusa a tempo indeterminato – scrive nella sua ordinanza, firmata ieri, la direttrice Antonia Introno – fino a quando non sarà garantito il corretto funzionamento del microclima interno”. Nel frattempo sarà garantito il diritto allo studio agli alunni della elementare e della materna in età di obbligo scolastico, cioè dai 6 anni, che da domani saranno trasferiti nel plesso centrale, ubicato al parco Novecento, sempre nel rione Spiniello, grande area residenziale creata con la speculazione edilizia dei primi anni Duemila. Secondo la direttrice c’è una situazione di pericolo per gli alunni ma non solo. “La chiusura – aggiunge infatti la professoressa Introno – è stata decisa a causa di una situazione di pericolo imminente per l’incolumità del personale e degli alunni”. Già il 27 novembre era stata consegnata alla direttrice una relazione dei genitori dei 700 alunni della Città della Scuola, preoccupati dal caldo eccessivo che si stava registrando nelle aule e in tutti gli altri ambienti della struttura. Poi, qualche giorno fa, è giunto anche il parere del responsabile della protezione e sicurezza del Provveditorato e quello dei docenti, tutti concordi nel ritenere che l’edificio sia invivibile. Un edificio costato nove milioni di euro che il Comune era riuscito a “strappare” al dipartimento fondi strutturali dell’Unione Europea. Ma qualcosa è andato storto, stando almeno ai fatti spiacevoli che ne sono scaturiti. Intanto l’ordinanza di chiusura della Città della Scuola è stata inviata dalla direttrice Introno al prefetto di Napoli, Carmela Pagano, al sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, alla direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Luisa Franzese, e al sito web della scuola, con lo scopo di avvertire tutti i genitori dei bambini. Rimane lo sconcerto derivante dalla constatazione da parte del personale della scuola dei visibili difetti strutturali dell’edificio. In effetti le verande di vetro delle classi hanno al piano terra una porta d’emergenza, che però i maestri non tengono aperta per ovvi motivi di sicurezza. Rimane dunque difficile la situazione scolastica ad Acerra. Basti pensare che i lavori per la ristrutturazione del primo circolo didattico di piazzale Renella sono bloccati perché nel cantiere è stata scoperta un’enorme discarica abusiva di amianto. Questa scuola è chiusa dalla fine del 2011.