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Acerra, profughi respinti. Parla un residente: è di Fratelli d’Italia

Raffaele Barbato è un attivista che vive il territorio da sempre. Milita in Fratelli D’Italia -Alleanza nazionale:  ” Ma non sono né razzista né estremista: credo nei valori e nelle idee “.

Sabato sera il respingimento dei profughi africani da parte di un centinaio di residenti del rione Spieniello. Tra loro c’era anche Raffaele Barbato, militante del partito di destra Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni ( foto ). Raffaele tiene a respingere le accuse di razzismo, intolleranza e ignoranza che in queste ore stanno raggiungendo la comunità del rione. Eccone l’intervista.

Raffaele, lei è un abitante del rione Spiniello che ha partecipato di persona al presidio improvvisato di sabato sera. Mi racconta le sue sensazioni personali. Che cosa ha pensato in quel momento ? Era arrabbiato o preoccupato?
“In verità sono arrivato sul posto immediatamente dopo la ripartenza del pullman dei rifugiati. Ero a casa quando sono stato chiamato da alcuni residenti che volevano avere notizie in merito a quanto stava accadendo. Arrivato sul posto ho trovato tanti cittadini che non erano né arrabbiati e né preoccupati, semplicemente increduli di quanto era accaduto. L’arrivo a mo’ di blitz dei rifugiati ha destato incredulità, la reazione, composta e civile, era per delle ragioni che personalmente condivido. Nello Spiniello ci sono tante famiglie che hanno fatto sacrifici per comprare una casa in un quartiere residenziale tranquillo, hanno già subito e vivono quotidianamente in un contesto privo di ogni servizio e spesso isolato dal resto della città e all’idea di subire una vera e propria “occupazione” hanno avuto una reazione civile e priva di ogni avversione verso i rifugiati. Lo ripeto: più di ogni altra cosa sono state le modalità in cui i rifugiati sono arrivati, a sera inoltrata e con lo spegnimento della pubblica illuminazione, ad innescare la protesta”.

Pensa che se ci fosse stato un corretto tavolo di concertazione avreste accolto i rifugiati?
“Credo che la gestione delle emergenze non sia mai facile,  che il problema sia di natura nazionale e che non possa essere racchiuso nel caso di specie dividendo i cittadini fra buonisti e razzisti. La solidarietà è un valore che ci accomuna tutti. Ciò che è impensabile è che, dopo lo scandalo di Roma Capitale, siamo ancora alle prese con bandi ministeriali e affidamenti senza le verifiche opportune circa i requisiti delle cooperative  ad accogliere questi rifugiati. Prima di individuare chi, come e soprattutto dove vuole accogliere i rifugiati bisogna verificare se ci sono le condizioni affinchè ciò possa accadere, nel caso di specie bastava farsi un giro nel quartiere per constatare l’impossibilità di tale operazione”.

Ormai è ufficiale : il parco Di Fiore è risultato senza l’agibilità. L’appalto di assistenza ai rifugiati quindi è illegale. Come è stata accolta da lei e dalla popolazione locale questa notizia?
“Apprendo da lei questa notizia: se corrispondesse a verità sarebbe grave aver permesso ad una cooperativa sociale di svolgere attività in locali privi dei requisiti tecnici. L’ente comunale dovrebbe gestire in modo più certosino il controllo del settore delle politiche sociali ad Acerra: è un continuo proliferare di case famiglie e cooperative e sarebbe giusto censire e controllare le attività nel sociale, anche in virtù di quanto sta emergendo a livello nazionale rispetto al mercato che si sta aprendo sull’accoglienza in Italia. In ogni caso tutto questo darebbe ancor di più ragione a chi ha protestato, se si continua a tenere il gioco dei buonisti e dei razzisti non si fa altro che fare il gioco di chi approfittando delle emergenze pensa al profitto. La confusione e le tensioni sociali non aiutano la legge e il rispetto della legalità”.

Il monoblocco del Parco Di Fiore affittato alla coop di assistenza è stato abitato in passato? E attualmente è in parte abitato? Da quante persone è abitato? Quali problemi strutturali e di servizi urbanistici e sociali presenta il rione Spiniello?
“Non sono a conoscenza se il parco fosse abitato in precedenza o da quante famiglie sia attualmente abitato. I residenti degli immobili confinanti potranno saperlo meglio di me. In verità mi riesce anche difficile pensare che chi ha locato quei locali sapesse realmente l’utilizzo che doveva farne la cooperativa. Il quartiere Spiniello ha dei problemi strutturali evidenti: l’assenza completa di servizi di ogni genere. E’ un corpo estraneo al resto della città, dove un’ edificazione priva di ogni minimo dettame urbanistico ha prodotto un vespaio di case, dalla viabilità all’assenza di collegamenti con il resto della città passando per l’assenza di farmacie, sportelli comunali, postali, bancomat…….Insomma, al momento il quartiere si presenta  abbandonato. Negli ultimi anni grazie ai fondi europei e all’impegno dell’ex sindaco Marletta  si stanno realizzando  opere che potrebbero dare uno slancio all’intero quartiere: la realizzazione di un complesso scolastico e di un parco urbano rappresentano senz’altro un salto di qualità. Ma accanto a questo vanno creati i presupposti per portare nel quartiere Spiniello servizi essenziali di cui il cittadino ha diritto”.

 

 

 

 

 

 

 

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