A Pignataro Maggiore, nell’ambito del Festival dell’Impegno Civile, un’altra iniziativa per ricordare la guardia giurata uccisa in piazza Mercato a Napoli dalla criminalità organizzata
Sono passati quasi sei anni dal giorno in cui Gaetano Montanino, guardia giurata di Ottaviano, fu ammazzato barbaramente in piazza Mercato a Napoli, mentre faceva il suo lavoro. Era il 4 agosto del 2009. Una vittima della criminalità organizzata, una vittima “del dovere”, come è stato riconosciuto ufficialmente con decreto del Capo di Polizia n. 599/c/3/GG/34 del 13 marzo 2013. Ma il sacrificio di Gaetano Montanino, così come quello di tanti altri uccisi dalla camorra e dalla mafia, è servito ad alimentare la cultura della legalità e il senso del rispetto delle regole. Nel suo nome, infatti, grazie anche all’impegno della famiglia, sono stata svolte tante iniziative, tutte tese a riaffermare il vivere civile, a dire “no” alla violenza. E porta il nome di Gaetano Montanino anche il bene confiscato di Pignataro Maggiore (in provincia di Caserta) “100 moggi”. Nel bene, dove qualche giorno fa si è svolto anche l’evento di intitolazione, si è realizzato un percorso di accoglienza ed integrazione per i cittadini richiedenti asilo politico. Una mano tesa ai migranti, nel nome di una integrazione possibile. La manifestazione si è tenuta sabato scorso 18 luglio. C’è stato il convegno “Resistere ai luoghi comuni”, mentre subito dopo si è tenuto il concerto degli “Arianova”. L’intitolazione del bene confiscato è avvenuto nell’ambito del Festival dell’Impegno Civile . Promosso dal Comitato Don Peppe Diana e dal coordinamento Provinciale di Libera Caserta, è la prima manifestazione italiana ad essere interamente realizzata sui beni confiscati alla criminalità organizzata.



