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A Lauro la decima edizione di una splendida manifestazione ,“ Lumina in Castro”

L’evento, alla sua decima edizione, è organizzato dall’Associazione culturale Pro Lauro.

Torna anche quest’ anno Lumina in Castro, la manifestazione creata e organizzata dall’ Associazione Culturale Pro Lauro e che è giunta alla sua decima edizione. Quest’ anno oltre alla simulazione dell’incendio del castello di domenica 30 agosto, varie altre saranno le opportunità di divertimento ed intrattenimento, tra le quali gustose quelle culinarie. Nelle due serate del 28 e 29 agosto saranno infatti proposte alcune specialità gastronomiche della cucina napoletana della seconda metà del ‘700, appositamente rielaborate .

All’epoca l’influenza francese si manifestò anche nell’arte culinaria e produsse singolari contaminazioni nella gastronomia partenopea di cui furono interpreti celebrati “monsù”, come venivano chiamati all’epoca i cuochi, storpiando dal francese il termine di “monsieur”. Uno dei più noti fu certamente Vincenzo Corrado che lasciò anche delle opere scritte, da una delle quali, “il Cuoco Galante”, abbiamo tratto ispirazione per proporre le specialità di “Lumina”. In particolare nelle due suddette serate saranno proposti: il timballo di maccheroni al sugo , il porchetto alla cotogna, la cotica alla milanese , il sorbetto al limone. Ed in più una specialità culinaria locale, la pastiera di maccheroni. Tornando a domenica 30 agosto, sarà la volta della “piazza della pizza” allestita in piazza Mercato, dove si potrà degustare la specialità gastronomica partenopea più nota al mondo, anch’essa nata nel ‘700. Infatti è del 1734 la nascita della pizza “marinara”, mentre è attestata tra il 1796 ed il 1810 quella della pizza “margherita” (nel 1889 venne solo così battezzata da Raffaele Esposito in occasione dell’arrivo a Napoli dell’omonima regina sabauda), com’è attestato anche dal regolamento UE n. 97/2010 che accredita la denominazione Pizza Napoletana STG nel registro delle specialità tradizionali garantite.

Una delle novità dell’edizione di quest’anno di Lumina in castro, è data dal fatto che i personaggi del corteo storico che attraverserà le strade cittadine, avranno un nome e cognome, una vera e precisa identità. Essendo giunta la manifestazione di rievocazione ad un periodo storico a noi più vicino, la disponibilità di maggiori e più attendibili fonti storiche, ha reso possibile indagini volte all’identificazione dei nostri concittadini dell’epoca che vissero i terribili eventi del 1799. Grazie a ciò ritroveremo nel corteo che si snoderà per le vie di Lauro e nelle sale del castello non soltanto l’ultimo feudatario di Lauro, Scipione Lancellotti IV con la consorte, la bella veneziana Barbara Donà e suo cognato, Giovanni Caracciolo principe di Avellino con la consorte Giustina Lancellotti, ma anche i gentiluomini del posto come don Antonio Pandola e la consorte donna Maria Giuseppa Vitolo, Giovanni Domenico Frezzaroli e consorte, Matteo Lupo e consorte e tanti altri ancora. Potrete conoscerli tutti, ritrovando anche famiglie tuttora presenti insieme a talaltre scomparse, accorrendo al corteo storico in programma nelle serate del 28 e 30 agosto o alle visite guidate al castello nelle serate del 28 e 29 agosto.

Come accaduto durante la scorsa edizione anche quest’ anno collaboreranno all’ evento le associazioni che operano in Lauro attraverso il loro apporto culturale e le perfomances artistiche: i Tamburini Castel Lauri, Eterea Danze Storiche, EsembleHyrpinia, il Demiurgo delizieranno il pubblico con le loro esibizioni che si svolgeranno tra il primo ed il secondo cortile e che si intoneranno al contesto storico dell’ evento … Così come i Cantori del Vallo che proporranno i canti della tradizione popolare partenopea appositamente rivisitati ed arrangiati dalla maestra Fania Lauro.

Le rivolte, i saccheggi, gli scontri armati e tutte le vicende culminate poi nell’atto più drammatico, l’incendio del castello e del borgo di Lauro la notte del 30 aprile 1799, non sono solo eventi spettacolari, ma anche fatti storici, meritevoli di essere documentati e conosciuti. E’ per questo che nell’ambito della manifestazione Lumina in castro, l’associazione Fonte Nova ha ritenuto di rendersi protagonista dell’allestimento di una mostra documentaria, nella quale verranno esposte riproduzioni non solo di grande rilevanza storica per gli eventi di quei giorni, ma capaci anche di suscitare la curiosità e l’interesse dei visitatori. Sono documenti editi da Benedetto Croce, G. Ceci, M. D’Ayala, S. Di Giacomo, pubblicati nel 1° centenario della Repubblica Napoletana; stampe di propaganda giacobina ed antigiacobina. Saranno proposte al pubblico Le cinque giornate di Lauro, dalla narrazione di Pasquale Moschiano e un catalogo di disegni e allegorie ispirate al 1799 del pittore Bruno Caruso. Inoltre, per ampliare la conoscenza degli ospiti della manifestazione anche per gli aspetti culinari, verrà imbandita una tavola così come si faceva all’epoca dei Borbone, sia per i ceti plebei che per quelli nobili. Il libro “La filosofia napoletana dei maccheroni”, di Carmine Cimmino, ivi esposto, consentirà ulteriori approfondimenti. Dello stesso autore, “La vita quotidiana sotto il Vesuvio tra l’arrivo di Garibaldi e la morte del brigante Pilone” testimonia la continuità per tutto il primo ‘800 delle questioni e dei problemi sollevati durante la rivoluzione del 1799, soprattutto per quello che concerne l’organizzazione sociale e una concezione democratica dell’istruzione.

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