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Volla, una serata all’insegna della poesia di Mariarosaria Malapena

L’evento si è svolto nella sede del comitato “Ci diamo la mano”. La poetessa ha presentato per l’occasione la sua seconda raccolta di liriche, “Al cuor non si comanda”.

Serata magica e soave dedicata alla poesia di Maria Rosaria Malapena giovedì 13 novembre 2014. La poetessa vollese ha presentato nel circolo socio-culturale di Via Rossi, 39 a Volla, la sua seconda raccolta di liriche, dal titolo: “Al cuor non si comanda”.

Maria Rosaria nasce 35 anni fa e la sua vita, mentre viene alla luce, subito si complica. Il parto è difficile, complicato da una mancanza di ossigeno al cervello che la porterà ad avere una tetra paresi spastica che la accompagnerà per tutta la vita.
Una vita vissuta da “diversamente abile” nel corpo, ma da “super abile” nella mente e nel cuore. Una vita che lei “afferra ogni giorno con i denti per divorarla di attenzione”, proprio come fa con le sue poesie. La scintilla che ha provocato l’incendio è stato l’amore.

“L’amore è la cosa più importante della vita”, ha detto mentre presentava le sue poesie. Le abbiamo chiesto di dirci come e quando ha cominciato. E Maria Rosaria ci ha confessato che nel 2007, colpita al cuore dalla freccia di cupido, “in un momento sereno della mia vita, quando mi ero presa una cotta per una persona, scrissi una delle poesie più importanti, che poi ha dato anche il titolo al mio primo libro. Poi da allora non mi sono più fermata e ho iniziato a scrivere una valanga di poesie-pensieri per comunicare e condividere con il mio prossimo sperando che, possa giovare chi lo accoglie”.

Per capire le tematiche della sua poesia le chiediamo della sua infanzia.“Io sono l’ultima di 4 figli, c’è molta differenza di età fra me e i miei fratelli, ma per quel che ricordo quando ero piccola a 4-5 anni io ero un po’ il loro giocattolo. Ho sempre saputo, sentito, di essere diversa, ma il problema lo notavo soprattutto quando ero fuori casa, a scuola o in qualsiasi posto che non fosse casa mia, poi crescendo l’ho risolto”. Maria Rosaria ama la vita, una fiducia nel vivere da lasciare attonita, ed è molto curiosa. La trovi a chattare, a chiederti come stai o cosa stai facendo. A chi le manifesta qualche piccola preoccupazione, lei risponde con saggi consigli. Uno di questi diventa quasi un motto d’autore: “Non soffrire troppo che non ne vale mai la pena”.

“Quando scrivo spesso penso alla persona che amo o a qualcun altro che, per una serie di motivi, mi ha colpito, ma anche all’esperienza di vita, a un momento particolare che ho vissuto. Oggi posso dire molto sinceramente che in 32 anni una sola volta ho sentito davvero di amare un persona e questo ha fatto in modo che decidessi di pubblicare il mio secondo libro”, edito da Aletti, che presenterà prossimamente a Napoli e poi in un teatro romano. Tutte belle le composizioni, anche se lei è affezionata a due in particolare: “Universale” ed “Indissolubile”. “Se amare vuole dire amore, perché non poter amare, chi si ama?” si legge nella prima, ed ancora “Bella profumata, una rosa rossa su precipizio d’una collina”, in “Mia”.

Le chiediamo come immagina il suo futuro. “Il mio futuro non lo immagino, spero di essere sempre più libera e serena, spero di non sentirmi mai sola e di avere sempre accanto persone che mi amano e mi capiscono”. Poi le abbiamo chiesto di lanciare un messaggio a quelli che vivono la sua condizione e alle loro famiglie: “La vita spesso dipende da noi, dobbiamo fare il primo passo verso tutti e tutto, aspettare con fiducia perché si incontra sempre chi poi ci aiuta. Ma, se non si cerca non si trova, si deve amare per essere amati, parlare per essere ascoltati, capiti ecc, anche se a volte ci sembra inutile”, ha chiosato la poetessa continuando:

“Alle famiglie poi suggerisco di avere coraggio e forza, non è facile capire, aiutare, stare vicino a uno di noi, ma il modo migliore penso sia la chiarezza, ognuno ha il suo ruolo e come è giusto che sia, un genitore deve amare suo figlio nel bene e nel male. Io sono spastica, sono un po’ un terremoto che ad ogni minima emozione aumenta. Il mio è stato un parto naturale, ma difficile, diciamo che sono viva perché forse già allora avevo tanta voglia di vivere e di rompere un po’ le scatole a tutti. Sono stata 40 giorni in incubatrice e mangiavo solo quando mamma mi dava il biberon. Mamma non ha potuto allattarmi. Ci sono tante cose che non riesco a fare, ma cerco di fare al meglio ciò che riesco, come voler bene a tante persone”.

Maria Rosaria è molto orgogliosa della sua amicizia con Giò di Sarno, la diva del musical Cantanapoli, infatti confessa: “L’amicizia con Giò è la cosa più bella, semplice e spontanea che mi sia mai capitata, perché Giò è semplicemente dolce con me, però mi parla pure chiaramente, mi dà fiducia e sento che si interessa a me, a come sto, a cosa faccio con spontaneità, naturalezza e tutto questo a me piace. Quando mi sorride o ci salutiamo con affetto, complicità fra noi, anzi, a volte credo ci capiamo meglio con i nostri sguardi e sorrisi, anziché a parole. Se non l’avessi conosciuta, quest’anno avrei mollato tutto!”.

Ed infine, tanto per non farsi mancare nulla, è diventata presidente dell’associazione culturale “Liberarte” in via San Giorgio, 42 a Volla, un luogo dove lei e i suoi amici hanno la possibilità di esprimere l’amore per l’arte, il teatro, la musica e la poesia, viaggiando all’insegna del motto “liberiamo i nostri limiti trasformandoli in punti di forza”.

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