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L’assedio di Acerra all’inceneritore

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Flash mob, cortei, picchetti. La gente che abita attorno al termovalorizzatore ha sferrato un attacco storico all’impianto brucia rifiuti. Che non si sa se e quando finirà.

Continua a tenere banco nel territorio la questione delle ecoballe da incendiare nel termovalorizzatore e, più in generale, le polemiche sul corretto funzionamento dell’impianto brucia rifiuti.

Ieri mattina infatti indossando tute nere e con il viso coperto da mascherine antigas gli studenti di Acerra hanno fatto “irruzione” nel mercato settimanale all’aperto, affollato di massaie. Il flash mob ha avuto l’obiettivo di distribuire tra la gente un volantino attraverso cui è stata rivendicata la “ definitiva chiusura dell’inceneritore ”. Annunciato anche il corteo cittadino contro la struttura gestita dalla società milanese A2a, corteo fissato a mercoledì 19 novembre, alle 9 e 30, con partenza dalla stazione ferroviaria di Acerra.

“Inquinati: studenti contro il biocidio”, è il titolo del volantino che i ragazzi del liceo Alfonso Maria de’Liguori hanno consegnato nelle mani dei tanti avventori che ieri riempivano il mercato del rione Madonnelle, ubicato alla periferia nord della cittadina, proprio ad appena un chilometro in linea d’aria dal termovalorizzatore. “Ci battiamo e ci batteremo per la sua definitiva chiusura – hanno scritto gli studenti – sostenendo forme di smaltimento alternative alla combustione e pretendendo sia l’ideazione di progetti di riciclaggio dei rifiuti che controlli in capo ad enti estranei alla Regione Campania”.

Il tutto è stato spiegato dai ragazzi che in segno di protesta hanno indossato tute nere in segno di lutto e mascherine antigas sulle quali è stata scritta la frase emblematica “vogliamo vivere”. Dunque, nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, non si ferma la mobilitazione contro l’incenerimento dei rifiuti. Romano ha più volte ribadito in questi ultimi giorni che è stato bloccato sino a data da stabilire l’invio nel forno di Acerra delle ecoballe del sito di stoccaggio provvisorio di Coda di Volpe, nei pressi di Eboli, in provincia di Salerno. Ma gli acerrani e le popolazioni stanziate attorno all’impianto brucia rifiuti non si fidano più di nessuno e addirittura “rilanciano” chiedendo non solo il blocco a tempo indeterminato delle ecoballe ma anche la chiusura totale del termovalorizzatore.

Per ribadire il concetto gli ambientalisti stamattina terranno un altro flash mob, stavolta nella centralissima piazza Castello. I ballerini delle scuole di danza della zona saranno protagonisti, alle 11, di un altro momento propedeutico al corteo cittadino di mercoledì. Corteo a cui parteciperanno oltre agli studenti di Acerra pure quelli dell’Istituto Tecnico Industriale “Barsanti” di Pomigliano e altri giovani provenienti da altre scuole del Napoletano e del Casertano aderenti Movimento studentesco provinciale per il territorio. La sensazione a questo punto è che il corteo del prossimo 19 novembre possa culminare in una nuovo blocco dell’inceneritore. Un secondo, probabile, picchetto dopo quello messo a segno tra domenica 2 novembre e mercoledì 5 novembre.

Blocco che ha determinato la parziale paralisi del ciclo dei rifiuti in tutta la Campania. Nel frattempo la gente da queste parti appare molto determinata. “Dobbiamo convincere i politici – il tam tam degli ambientalisti della zona – a smetterla con le politiche puntate all’incenerimento e lo faremo anche a costo di creare una nuova emergenza rifiuti”. Ma la Regione Campania stavolta ha fatto predisporre un piano per il rafforzamento della difesa dei varchi dell’inceneritore. Mercoledì le forze dell’ordine non faranno avvicinare nessuno all’impianto brucia rifiuti.
(Fonte foto: ilmattino.it)

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