Nel paese che conta un numero altissimo di sospensione delle utenze e cittadini che quotidianamente si recano dal sindaco disperati perchè senza lavoro, c’è qualcosa che funziona: le feste.
La festa patronale è per ogni paese un appuntamento annuale che mette insieme la fede cristiana e la cultura del popolo. Spesso legate alla dimensione agricola delle diverse realtà cittadine, tutte le feste patronali sono nate come momento di ringraziamento per qualche beneficio ricevuto dalle comunità locali e per richiedere la protezione del Santo patrono e l’allontanamento da ogni tipo di male per il futuro.
Nel corso del tempo, tali feste, non più legate alla realtà rurale del territorio, hanno assunto, per l’evoluzione della società, più le caratteristiche delle sagre che quelle del ringraziamento, finendo per trasformarsi in coreografie che hanno poco o nulla a che fare con la fede.
Può sembrare strano, ma purtroppo è sempre più frequentemente così. Tanto che il processo di trasformazione di esse tende a confondere anche chi delle politiche sociali dovrebbe farne buon uso. Non poco tempo fa, nell’ultimo consiglio comunale tenutosi il 9 settembre, il consigliere Andrea Viscovo, si “complimentò” con l’Assessore alle Politiche Sociali Simona Mauriello per il suo operato come cerimoniere dell’amministrazione.
Citò i soldi spesi a giugno per la festa in onore di Vincenzo Durevole e Giovanna D’Anna, vincitori nella categoria “Ballo” nel programma “Amici”. Sottolineò che l’Assessore era brava, se non eccellente, nel suo incarico soprattutto nel fare Feste. Probabilmente Viscovo non voleva incoraggiare Mauriella la quale ha deciso di mettere a disposizione la somma di diecimila euro per la ricorrenza del Santo Patrono, San Michele, che ricorre il prossimo 29 settembre.
Tale spesa ha scatenato notevoli polemiche nel paese, sui social network e anche nella maggioranza stessa che supporta il sindaco Guadagno.
Non sappiamo di preciso cosa si organizzerà per la festa di questo fine settembre. Sicuramente i soldi non verranno spesi per portare in spalla il santo, che conosce perfettamente le condizioni e i disagi del suo popolo, e che non si aspetta più di un fuoco d’artificio come usanza vuole. Sicuramente San Michele se potesse scegliere eviterebbe sprechi. Piuttosto, festeggerebbe con talenti e scoperte musicali e non, tra i giovani e meno giovani del territorio, utilizzando il restante di questi soldi in qualche progetto sociale, dove a beneficiarne sarebbe chi realmente di festeggiare non ne ha più la speranza.





