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Volla. Lo storico mercato ortofrutticolo a rischio chiusura

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Un pezzo di storia di Volla che se ne va. Il mercato ortofrutticolo a rischio chiusura.

Oggi 30 novembre p.v. scade il contratto di affitto del suolo sul quale insiste da più di cinquanta anni il “Mercato Ortofrutticolo di Volla”, in via Napoli. Si tratta di un mercato storico, che nella memoria dei vollesi più anziani sembra sia nato addirittura prima che Volla si staccasse da San Sebastiano al Vesuvio, di cui era una frazione, e acquisisse il titolo di “Comune”. Quel mercato, però, ha sempre avuto una caratteristica, frequente alle nostre latitudini, cioè è sempre stato “abusivo”, nel senso buono del termine, così come lo sono tante cose, tante case e tanti lavori.

Negli anni ottanta prende vita un progetto di costruzione di un “grande” Centro Agro-Alimentare a Napoli che deve ospitare i mercati ortofrutticolo, lattiero-caseario e ittico. La società, pubblica-privata che lo deve realizzare (Società Consortile per azioni ai sensi della legge 41/86) viene denominata “CAAN” (Centro Agro Alimentare di Napoli). Vari i soci dell’affare: la Camera di Commercio di Napoli, l’ASCOM della provincia di Napoli, la Federmercati, l’Associazione Commissionari del Mercato Ortofrutticolo di Napoli, il Banco di Napoli, il Monte dei Paschi di Siena, l’Istituto Bancario San Paolo di Torino, l’Assogrossisti, il Consorzio Campania Felix, il Comune di Napoli, il Comune di Volla. L’intento principale del progetto è quello di de-localizzare il mercato della città di Napoli dalla sua storica posizione per far posto a case, ad alberghi e ad altre strutture commerciali.

Gli ideatori vanno in giro a cercare l’area sulla quale costruire la grande opera, fucina di benessere e di ricchezza, che deve valorizzare storia, tradizione e fertilità della nostra terra, della Campania Felix. Tra tutti i comuni del circondario, nessuno vuole l'”affare” sul suo territorio. Volla, invece, in buona fede, accetta. Per il comune che mette a disposizione il suolo e per i suoi abitanti, secondo il vecchio accordo, ci sono numerosi vantaggi (posti di lavoro, infrastrutture, ricchezza, prestigio, e chi più ne ha più ne metta). Il Comune di Volla consulta gli altri enti pubblici interessati. Con atto di C.C., n. 165 del 31/12/1994, delibera di promuovere un accordo di programma (ai sensi dell’art. 27 della legge 08/06/1990, n. 142) per la realizzazione dell’opera, ai fini e per gli effetti di cui al comma 4 del citrato art. 27 della legge 142/90) per la necessaria variante allo strumento urbanistico del Comune di Volla. Si devono costruire strade e ponti dedicati per accedere e defluire dalla struttura.

Il progetto subisce cambiamenti e rallentamenti, fino ad arrestarsi del tutto. Poi, col passare del tempo, dopo più di venti anni dalla sua iniziale progettazione, l’opera viene sbloccata e completata. Nell’accordo di programma anche il vecchio mercato ortofrutticolo Vollese deve essere integrato nella nuova struttura, garantendo il rispetto dei posti di lavoro e delle sue professionalità. Ma, per poter de-localizzare il mercato di Volla nel CAAN, bisogna legalizzarlo. L’amministrazione guidata da Mastrogiacomo (2000-2004) lo legalizza. Poi il CAAN apre le sue attività. E’ ubicato nel territorio del Comune di Volla su di una superficie complessiva di 362.000 m2.

I lavoratori del mercato di Volla non si trasferiscono. Rimangono al loro posto, cioè in Via Napoli. I costi di gestione sono eccessivi, i ricavi scarsi. Il suolo dove insiste il mercato di Via Napoli non è tutto di proprietà comunale. Quasi il 50% è proprietà privata. I proprietari vogliono che l’area sia liberata. Fanno causa al comune. Vincono. Il comune deve sgombrare il mercato per la parte privata del suolo. I mercatali, che pagano regolarmente l’affitto al comune (80.000 euro all’anno), devono sgombrare. Una legge regionale (n. 13 del 1975) recita che l’area deve essere di 10.000 m2 per poter essere adibita a mercato. La parte dell’area di proprietà comunale non è sufficiente per consentire la continuazione dell’attività. Il mercato di Volla si deve trasferire nel CAAN.

Gli operatori non ci stanno a lasciare il vecchio per il nuovo. Troppe spese e concorrenza sfavorevole con i grandi operatori del CAAN. Essi chiedono una deroga alla legge per continuare a lavorare nel mercato di via Napoli anche sull’area ridotta di quasi la metà. Secondo i legali del Comune la proroga è illegittima. Secondo i mercatali non lo è. Anche in altri comuni questo è stato fatto (S. Anastasia).
Nel consiglio comunale del 28 novembre u.s. il sindaco legge una lettera del presidente del CAAN, Lorenzo Diana, che chiede al Borgomastro di “accorpare i due mercati e dà la sua piena disponibilità ad accogliere gli operatori”.

Il presidente del consiglio G. Navarra, già sindaco all’epoca della ratifica dell’accordo di programma del 1994, apprezzando la formalizzata disponibilità del presidente del CAAN, dichiara che il CC del dicembre del 1994 votò all’unanimità l’accordo di programma che prevedeva la delocalizzazione del mercato di Volla nel CAAN, e teme rivalse legali “potremmo tacciati di essere inadempienti rispetto agli accordi di programma”, dimenticando che tutti gli “accordi di programma” sono stati disattesi. A Volla non sono mai state costruite le infrastrutture e i ristori promessi. Durante l’ultimo consiglio del 28 novembre u.s. i consiglieri Viscovo e Annone propongono di convocare con urgenza un consiglio comunale monotematico sull’annosa questione. Alla fine del consiglio è convocata una conferenza dei capigruppo per decidere.
Il consiglio comunale monotematico si farà prima della scadenza del 30 novembre p.v.?
Se non si dovesse fare ci sarà una proroga temporanea per i lavoratori?
(Fonte foto: Rete internet)

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