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Telecamere finte o non funzionanti? Per sciogliere ogni dubbio la parola al comandante dei vigili urbani, Formisano.

Grazie ad una telecamera istallata da un cittadino privato, gli inquirenti pugliesi hanno potuto far luce sulla strage dell’Istituto “Morvillo-Falcone” di Brindisi avvenuta il 19 maggio scorso e trovare il colpevole. La videosorveglianza, pubblica o privata che sia, è entrata “prepotentemente” e “necessariamente” a far parte della nostra vita. Essa rappresenta un limite alla nostra libertà? Oppure è un ampliamento di essa? C’è chi la pensa in un modo, e chi nell’altro. Intanto, sicuramente la nostra libertà deve avere un limite, per non invadere quella altrui.

Avendo notato per le strade di Volla alcune videocamere ci è venuto in mente di approfondire l’argomento, anche perché avevamo sentito dire da qualcuno che erano “finte”, o che “non funzionavano”. Quindi ad onore del vero, e di cronaca, siamo andati ad intervistare il comandante dei Vigili Urbani del Comune di Volla per conoscere la verità e lo stato dell’arte sulla nostra Videosorveglianza.

Comandante Formisano, com’è cominciata l’avventura delle “Videocamere” nel Comune di Volla?
“E’ cominciata il 5 aprile del 2003, quando un ragazzo perbene, Paolino Avella, nel tentativo di sfuggire a due balordi che volevano sottrargli il motorino, perdeva la vita a pochi metri dal Liceo di San Sebastiano al Vesuvio (NA) … Il tragico episodio, che suscitò notevole scalpore nell’opinione pubblica, fu lo spunto che diede inizio al progetto della “Videosorveglianza” su una vasta area del nostro comprensorio. Gli Amministratori della Provincia al fine di garantire alla popolazione una maggiore sicurezza sulle strade, acquistarono e fecero istallare una serie di telecamere nei comuni di San Sebastiano al Vesuvio, Pollena Trocchia, S. Anastasia, Massa di Somma, Volla, Cercola e San Giorgio a Cremano. Quest’ultimo era il comune capofila e gestiva la registrazione delle riprese. Con questo progetto, nel 2003, nacque la Videosorveglianza per le strade di Volla ”

Quindi il progetto ha avuto inizio durante l’Amministrazione Mastrogiacomo?
“Esattamente, poi è proseguito con la Commissione Straordinaria e con l’Amministrazione Ricci. E’ il caso di dire che la sicurezza non ha colore politico, non è né di destra, né di sinistra, ma riguarda tutti i cittadini .E quindi, speriamo di continuare anche con il Sindaco Guadagno.Ma, tornando alla storia della Videosorveglianza, successivamente “step by step” abbiamo costruito quello che lei vede oggi”.

Vedo, mi chiedo e le chiedo, come? E’ stata sempre la Provincia a far istallare altre videocamere?
“No. Nonostante la crisi economica, e la carenza cronica di risorse a disposizione dei comuni, noi di Volla siamo stati attenti nel raddrizzare le antenne e tenere gli occhi aperti … Infatti, la legge regionale n. 12 del 2003 concede finanziamenti a progetti elaborati dagli Enti Locali sulla Sicurezza. Si tratta di finanziamenti non elargiti a pioggia, ma che premiano i migliori progetti, una specie di concorso. Noi abbiamo sempre partecipato e spesso abbiamo vinto. Inizialmente questi progetti erano cofinanziati (cioè il 50% la Regione e il 50% il Comune), poi, a mano a mano il contributo regionale è aumentato fino a giungere, oggi, al 70%. Il 30% è a carico del Comune. In questo modo, siamo riusciti a costruire l’impianto di oggi, cioè il pacchetto di telecamere presenti sul territorio comunale ”.

Comandante, ci spiega come è fatto il Sistema?
“Innanzi tutto c’è da dire che la “Videosorveglianza” non è tutto, ma è solo una parte di un progetto più ampio che riguarda la “Sicurezza Urbana Integrata”, che comprende una serie di interventi che spaziano dall’Educazione Stradale, alla Cittadinanza Attiva nelle scuole, da corsi su nozioni di Protezione Civile all’Educazione alla Legalità, dallo Sportello Antiusura, allo Sportello di Mediazione Sociale contro la violenza alle donne, per i soggetti a rischio, ecc … ma di questo ne parleremo in un’altra occasione se vogliamo approfondire, anche perché l’argomento è molto vasto.

Comunque, tornando alle videocamere, il 70-80% del territorio del comune di Volla è stato cablato con le fibre ottiche (questo potrebbe essere molto utile per l’istallazione di un sistema comunale di Wi-Fi. ndr). Tale operazione ha consentito l’istallazione di circa 30 telecamere nelle strade principali del paese … Di queste un terzo sono del modello DOME, cioè hanno la capacità di ruotare e quindi di video sorvegliare e registrare a 360°. Le altre sono fisse, in una sola direzione. Le nostre telecamere coprono i punti principali del territorio del Comune di Volla”.

I filmati vengono registrati a ciclo continuo 24 ore su 24, e poi conservati in un archivio?
“I filmati vengono registrati 24 ore su 24 e conservati fino ad un massimo di 5 giorni superati i quali, in base ad una legge dello stato, del garante della privacy per le pubbliche amministrazioni, essi vengono distrutti automaticamente dal sistema, a meno che non vengano richiesti della autorità di polizia o giudiziarie”.

Comandante, se un cittadino privato in una strada in cui non ci sono Videocamere ne volesse far istallare una, lo può fare?
“Se una telecamera viene istallata da un privato e inquadra un’area privata o al massimo un’area di pertinenza per accedere all’area privata, allora non ci sono problemi, la legge lo consente, e quindi si può fare. Se invece quella telecamera inquadra un’area pubblica, allora ciò non è permesso. In altre parole le Istituzioni Pubbliche possono sottoporre a videosorveglianza le aree pubbliche, i privati non lo possono fare ”.

Le telecamere non sono messe in tutte le strade pubbliche per una questione di soldi?
“ Esatto. Sono state scelte le strade principali e più significative del territorio comunale”.

Se un comitato di cittadini, o di commercianti, per video sorvegliare una strada pubblica che non è inserita nel circuito, ripetiamo, solo per una questione di soldi, volesse pagare di tasca propria l’istallazione di una videocamera e farla entrare nel circuito gestito dalla polizia municipale, lo può fare?
“Senza altro, se la strada è pubblica si può fare. Non c’è nessuna norma che lo vieta. L’unica cosa, ripeto, è che il controllo deve essere eseguito obbligatoriamente dalla polizia municipale, cioè deve entrare a far parte del circuito pubblico”.

Quindi, cari concittadini di Volla, le telecamere che vedete sul territorio comunale funzionano. Inoltre, se credete che la videosorveglianza aumenti la vostra sicurezza e non viola la vostra privacy, potreste far istallare, con il vostro contributo, una videocamera nella strada in cui abitate e affidarla alla gestione della Polizia Municipale. Ovviamente prima di fare ciò dovreste chiedere il permesso alle autorità comunali.