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Volla. Il Movimento 5 Stelle apre la campagna elettorale

La manifestazione si è svolta nell’auditorium dell’ICS Matilde Serao, domenica 10 febbraio alle ore 18.30.

A Volla si sono invertite le parti. Mentre il PD va in strada e allestisce un gazebo, gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno aperto la campagna elettorale nell’auditorium dell’ICS Matilde Serao, domenica 10 febbraio alle ore 18.30.

Che stia veramente cambiando qualcosa in Italia? Speriamo! Quindi, stessa location per SEL e per gli "Emme5Esse" e stessa atmosfera? No. Non ce ne vogliano gli amici di SEL, ma le differenze, a nostro parere sono tante. Della manifestazione mattutina "classica" dei Vendoliani abbiamo già narrato. Ecco le nostre impressioni sulla serata dei "Grillini". Innanzi tutto, via il tavolo della presidenza, dietro il quale spesso argomentano i cosiddetti "Politici" di professione. All’inizio i candidati si sono seduti sugli spalti dell’auditorium, a semicerchio. Alle loro spalle, un po’ più in alto, uno schermo sul quale sono stati proiettati, ad intervalli, filmati del movimento, assemblee di gente comune e tanta bella musica.

Di lato, sulla destra un grande manifesto con il simbolo del Movimento 5 Stelle. Dopo la presentazione, i futuri onorevoli si sono seduti per terra, sul gradino che separa il palco dalla sala. Sembrava strano, ma era facile scambiare un futuro sicuro senatore o deputato con uno normale del pubblico. Sembrava di stare ad una chiacchierata "tra di noi", senza steccati, senza differenze. A vederli, i ragazzi e le ragazze del Movimento 5 Stelle, non sembrava vero. Jeans, scarpette da ginnastica, giubbotti, maglioni, cappelli, sciarpe (faceva freddo), "roba da mercato", roba da gente normale.

A parlare con il pubblico, non c’era Beppe Grillo. Il comico genovese ha avuto il grande merito di svegliare le coscienze, di innescare il movimento, di attivare un meccanismo di rivoluzione culturale. E l’onda è partita, ed è un’onda composta da gente normale, che oggi è pronta a travolgere tutto il paese al fine di creare il vero cambiamento.
Cosa sarebbe il Movimento senza Grillo? Forse, non sarebbe esistito. Grillo è stata la sua voce nei teatri e nelle piazze. Ma adesso c’è un’altra voce che sta prendendo il sopravvento. E’ la voce delle persone che non ce la fanno più a sopportare l’arroganza, i privilegi, l’incapacità e le falsità della politica che ha portato il paese alla deriva. Forse, in futuro non ci sarà più bisogno di Grillo, perché la rivoluzione culturale sarà autonoma ed in grado di camminare da sola.

Anche gli slogan erano diversi dai soliti. "Mandiamoli tutti a casa". "Nulla sarà come prima". "Fuori dal nostro Parlamento". (Questo molto bello e significativo. Perché, giustamente, il Parlamento è nostro, appartiene agli italiani e non ai politici). "Parlamento Pulito". "Scelgo il Movimento 5 Stelle per un mondo più normale". "Sveglia".
Sicuramente in Parlamento ci saranno tante persone perbene e capaci che appartengono alla "politica tradizionale", ma questi pensieri oggi sono molto diffusi tra la gente normale, tra le tante persone perbene che ci sono nella società italiana.

Poi, uno alla volta hanno preso la parola. A parlare sono stati Sergio, Paola, Vega, Donatella, Bartolomeo, Emanuele, Luca, Giuseppe, Gennaro, Sergio, Roberto. E i cognomi? Direte, voi. No. Niente cognomi, solo nomi. Perché a noi ci è sembrato che, al di là delle rispettive competenze, che nascono dalla storia personale e professionale di ciascuno, i ragazzi e le ragazze degli "Emme5Esse" fossero o l’uno, o l’altro, più o meno la stessa cosa. Attenzione! Questo concetto non è negativo. Non stiamo parlando di persone omologate e succubi di un solo pensiero, ma di un nuovo modo di ragionare e di voler fare politica, di voler provare a cambiare le cose, per risolvere i problemi comuni a tutti i cittadini, per attuare un nuovo modello sociale ed economico, giacché quello che esiste oggi è miseramente fallito nel mare magnum dei personalismi e della corruzione.

Hanno riferito dei risultati ottenuti nelle realtà, istituzionali e non, dove sono presenti e attivi. Hanno spiegato che il programma elettorale è stato fatto da loro stessi, dai ragazzi e dalle ragazze della rete, e non da chissà chi, chissà come, e per chissà quali scopi occulti. E il loro programma non è il libro dei sogni, o una serie di promesse da marinaio, oppure un maltolto da restituire in caso di vittoria. Il loro programma è serio, sereno, fattibile, equo, democratico, oserei dire cristiano. Un programma che vuole un modello sociale diverso da quello attuale.

Non hanno parlato di "Quote Rosa", ma di "Presenze Femminili", e non solo delle femmine donne ma anche del lato femminile che c’è in tutti gli uomini "Gli uomini sono spaventati dal dare il potere alle donne. Invece, la parte femminile dell’umanità, è quella che deve entrare nel governo e nella gestione delle cose perché la madre, è quella che accoglie, ascolta, decide; è un’evoluzione della società", ha spiegato una delle ragazze. Cosa faranno quando saranno in Parlamento? Noi speriamo, innanzi tutto, che non si inquinino, e poi che riescano ad attuare il loro programma. Qualcuno ha definito i ragazzi e le ragazze dell’"Emme5Esse" degli sprovveduti, inesperti di politica. Beh, se con questi termini si vuole significare che si tratta di gente che non imbroglia, che non ruba, che non interpone i propri interessi a quelli comuni, allora, forse si, sono sprovveduti.

E ben vengano tanti sprovveduti in Parlamento a controllare gli "esperti della politica". Tra di loro non abbiamo visto competizione politica, quella che sfocia nell’arroganza, nel voler prevaricare, nel voler vincere a tutti i costi e personalmente le elezioni fino a costruirsi la corrente, il gruppo o la piramide personale. Per loro non importa chi andrà al Parlamento a rappresentarli e a rappresentarci. Che vada l’uno o l’altro è la stessa cosa. Tanto non sarà più il Parlamento della "Furba Casta", di quelli che si arricchiscono alle spalle della povera gente, di quelli che si sono incollati sulle poltrone e sono lì da quarant’anni, da venti nominati dai segretari di partito. Questa è la loro promessa.

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