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Volla. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle “Guardie ambientali” per un giorno

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Continuano i roghi di rifiuti tossici nel napoletano. Pochi giorni fa due attivisti del M5S di Volla hanno avvistato una colonna di fumo sospetto in Via Vicinale Fienile. La sorpresa è stata scioccante.

Uomini senza scrupoli avevano riempito di rifiuti tossici e pericolosi lunghe colonne di camion. “Regali” provenienti dalle “ricche fabbriche” del nord operoso, il trascinatore dell’economia del paese. Non potevano essere smaltiti in maniera regolare ed innocua. Sarebbe costato troppo, e questo avrebbe portato ad una diminuzione dei profitti. Quindi, come fare per farli sparire a costi ridicoli? Chi è disposto a prenderli e portarli via, dietro “lauto” compenso? Uomini accecati dalla possibilità di profitto avevano accolto quella “manna” piovuta dal cielo (nord) ed avevano svuotato i camion attorno alle loro case, a coronare i luoghi dove vivevano le loro famiglie. Addirittura avevano sotterrato i camion (con tutto il carico) più vecchi e malandati, non più utilizzabili per altri viaggi.

Molti non avevano considerato gli effetti a medio e a lungo termine di quel buon “lavoro”, ma solo quelli immediati. Per qualcuno c’era da sbarcare il lunario, era un lavoro come un altro. Per qualcun altro si trattava di veri e propri affari da non lasciarsi sfuggire. E, poi, non si poteva far “dispiacere” il padrino di turno! “Quello si arrabbia! Tanto, c’è un sacco di Terra incolta! Tanto, c’è Terra che nessuno vuole più coltivare! Tanto, c’è molta Terra per nascondere i rifiuti. Sotto Terra! Tanto, nessuno si occupa e si occuperà mai di questa Terra! A chi vuoi che gliene freghi della nostra Terra! Ai nostri figli? No! Nemmeno a loro. Se ne andranno via, al nord, oppure all’estero. Quelli che sopravviveranno! Tanto qui non c’è lavoro, non ci sono speranze! La mala politica ci ha sterminato!

Vuoi vedere che dall’unione dei rifiuti tossici e pericolosi dell’operoso nord con il fertile terreno delle nostre campagne del sud, della Campania Felix, nasceranno nuove varietà di prodotti ottimi da mangiare oppure si creerà un nuovo clima salubre? Li prendiamo noi i vostri rifiuti! Li smaltiremo noi!”, aveva pensato qualcuno. Ed ecco l’affare è fatto! Qualcuno conta i soldi che ha incassato. Qualcun altro conta i morti che ha sotterrato. Molti sapevano. All’inizio nessuno aveva il coraggio di denunciare. Poi, qualcuno ha cominciato a farlo. Ci sono state le confessioni dei pentiti di camorra, più o meno veritiere, sui luoghi contaminati e tossici della nostra regione. Il caso diventa internazionale, giungendo persino sulle scrivanie dei grandi di Bruxelles. Grande attenzione mediatica data all’argomento. Più grande ancora l’indignazione e la rivolta popolare.

Ebbene, nonostante tutto questo, nel nostro territorio c’è ancora oggi chi continua indisturbato a ravvivare il fuoco. La mattina di lunedì 18 novembre 2013, due attivisti del Movimento Cinque Stelle di Volla notando una evidente e consistente colonna di fumo, in Via Vicinale Fienile di Mezzo, in Volla, in prossimità del confine con il Comune di Casalnuovo di Napoli, si sono avvicinati al luogo di origine, per vedere cosa stesse accadendo. Poi, insieme ai Carabinieri della stazione di Volla e alla protezione civile Antares, hanno constatato che l’incendio era derivato da rifiuti di ogni genere sversati in un campo Rom. Mentre i Vigili del Fuoco domavano l’incendio, gli attivisti del Movimento Cinque Stelle hanno perlustrato tutta l’area interessata.

La sorpresa è stata scioccante! Materiali abbandonati di ogni genere: eternit, pneumatici, mobili, televisori, motori, plastiche, addirittura sacchi di materiale imballati ancora con la targhetta della ditta di smaltimento! E meno male che i comuni di Volla e Casalnuovo hanno aderito al patto per la terra dei fuochi. “La zona è stata interessata già in precedenza dal fenomeno, l’ultimo rogo risale al settembre 2013, era stata chiusa con una sbarra. Poi, la rimozione dell’ostacolo e il ripetersi degli sversamenti e dei fuochi”. Il Movimento Cinque Stelle, ai sensi del D. Lgs. n. 22/97, ha denunciato l’accaduto agli organi preposti.

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