Incontro movimentato quello tenutosi al comune di Volla la scorsa domenica, per “fare chiarezza sul Puc”. Vivaci contestazioni per l’ex assessore all’urbanistica Riccardo Festa
“Il destino di una comunità va deciso con la comunità stessa, i cittadini devono partecipare alle decisioni, questi concetti non appartengono alla cultura del Sindaco del PD e della maggioranza. A Volla bisogna ripristinare un’agibilità democratica perduta, individuare uomini e donne per costruire una nuova classe dirigente che sostituisca quella che governa”. Queste le affermazioni forti e ridondanti di Riccardo Festa, ex assessore all’urbanistica del comune di Volla nell’assemblea pubblica organizzata da SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) domenica mattina, 17 novembre 2013, nell’auditorium dell’I.C. M. Serao.
“Per Fare Chiarezza sul PUC”, già nel titolo c’erano i presupposti dell’evento e i contenuti della “battaglia” che si sta disputando a Volla da diversi mesi, da quando, cioè, le idee sullo sviluppo urbanistico del paese, del Borgomastro e del PD, hanno cominciato a non coincidere più con quelle dell’architetto Festa. Eppure, Festa era stato fortemente voluto da Guadagno nella sua giunta, come tecnico-politico in quota SEL per “stima personale”, sostenuto nonostante lo scetticismo di importanti esponenti del PD, e difeso anche dopo la perdita della rappresentanza in consiglio di SEL, quando il suo unico consigliere eletto (Giovanni Riccio ndr) era passato con i Democrat.
“Mi sono sbagliato”, poi, avrebbe ammesso il Borgomastro. I “contrasti” e le “incompatibilità urbanistiche”, iniziati da qualche mese, hanno portato, agli inizi di novembre, all’allontanamento dell’assessore dalla giunta. Festa era un fiume in piena. Sul PUC ha sostenuto soprattutto due concetti, e cioè che ” il piano partecipativo – che lui aveva proposto – non è stato voluto dal sindaco e dalla maggioranza e non è possibile far coincidere il piano strutturale con quello programmatico operativo senza correttivi perchè va contro le regole “. Sul Regolamento “Arredi Urbani, Chioschi e Dehorse”, ha accusato gli uomini più importanti dell’amministrazione (Borgomastro, capogruppo del PD, Presidente del Consiglio, all’Assessore alla trasparenza) di ” voler contrastare le regole – E’ complicato in questa città rimettere le regole, mettere le regole è una rivoluzione e noi siamo stati contrastati in questo – tutte le occupazioni di suolo pubblico in questa città sono irregolari”.
Festa ha denunciato l’aggressione al verde pubblico e all’arredo urbano, e il mancato rispetto del contratto da parte della ditta che si è aggiudicata la gestione del Cimitero “aveva vinto perchè nel contratto dovevano essere apportate delle migliorie che non ci sono state”. “Perchè il Piano Sviluppo Italia è stato portato e approvato in Consiglio Comunale prima del PUC, mentre invece avevate detto esattamente il contrario, in campagna elettorale?”, ha chiesto con veemenza da un cittadino “incavolato” (Giuseppe Granato ndr), che, come tanti altri, da più di venti anni, aspetta di poter costruire e creare opportunità di lavoro sul territorio. Festa si è difeso così: ” i provvedimenti dovevano essere per forza sottoposti al vaglio del consiglio comunale per evitare guai amministrativi ma è stata la maggioranza a votarlo, lo potevano anche bocciare e non l’hanno fatto”.
Quindi, il partito di Vendola, rappresentato dai suoi massimi esponenti locali e campani si è stretto intorno al suo ex assessore, sostenendolo a spada tratta e incoraggiandolo a proseguire nel portare avanti le sue idee e le sue spiegazioni alla città. Il Senatore Arturo Scotto rimarcando la solidarietà personale e politica, ha sottolineato la “scarsa trasparenza, il “governismo” e la regressione dei rapporti con l’amministrazione al netto dei contenuti e degli interessi delle persone”. Il suo collega De Cristofaro, ricordando che i cittadini avevano dato una rappresentanza in consiglio comunale a SEL che poi ” le circostanze hanno tolto” (passaggio di Riccio da SEL al PD ndr) ha auspicato di “ridiscutere con i cittadini di governare per rinnovare la trasparenza e la partecipazione” e ha spiegato il passaggio all’opposizione di SEL ” questa è una rottura politica, non personale, una differenza significativa che rende impossibile una convivenza.
Abbiamo rinunciato ad una poltrona per portare avanti la posizione del partito”, riferendosi alla sostituzione di Festa con un altro esponente di SEL, proposta dal borgomastro. Il segretario provinciale Giordano ha dichiarato che “una cattiva politica è generata da una cattiva domanda di politica, la buona politica prende gli interesse generali e particolari e giunge ad un compromesso, al servizio della comunità e non dei piccoli e grandi proprietari, ma questo non è stato possibile a causa del PD attento agli interessi particolari e non a quelli generali”. Giordano ha, inoltre, lamentato una chiusura totale del PD nel tentativo di dialogo che Festa ha provato ad avere in questi mesi ed ha concluso con un appello al PD: “Finitela, tornate sui vostri passi altrimenti farete il gioco dei populismi e della demagogia”.
Populismi? Demagogia? Per favore! Basta! Vorremmo che la politica la smettesse di abusare di questi due termini come se fossero “demoni altrui” per giustificare propri errori, incapacità e ruberie. Anche perchè queste due parole sono dei boomerang lanciati contro se stessi. “Populismo” ha numerosi campi di applicazione. A noi piace quello letterario, cioè “la tendenza ad idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi”. “Demagogia” (dal greco demos=popolo, e agein= trascinare) indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore.
E chi, se non quelli che hanno governato in tutti questi anni (SEL o suoi avi, compreso) ha fatto false promesse al popolo? Certamente non quelli che non hanno ancora avuto il piacere e l’onore di governare. E, per finire, per le gravi affermazioni passate, presenti e future fatte dall’ex assessore, cioè da uno che, fino a poco tempo fa, era nella stanza dei bottoni, la città, anzi i cittadini attendono smentite o chiarimenti, attendono la vittoria della trasparenza.

