L’evento si è svolto al Circolo Professionisti, sabato 17 gennaio, in occasione dei primi due anni di attività di ALT!. Protagonisti della serata il fumettista Bruno Brindisi ed alcune delle sue più belle tavole raccolte dal collezionista Pietro Balzano.
“Fumettista si nasce e a chi vuole intraprendere questa professione dico di cominciare con il piacere di disegnare fumetti a patto che ci sia un amore preesistente verso essi perchè anche il più bravo disegnatore che non ha mai amato o letto i fumetti non potrà mai essere, secondo me, un fumettista”.
Ha esordito così Bruno Brindisi nel corso della mostra di alcune delle sue tavole, raccolte dal collezionista Pietro Balzano, organizzata da ALT! in occasione dei primi due anni di attività dell’Associazione Lettori Torresi, sabato 17 gennaio al Circolo Professionisti. Il noto fumettista da ben venticinque anni è parte integrante dello staff di disegnatori di Dylan Dog per la Sergio Bonelli editore. Fondatore, insieme a Roberto De Angelis, Luigi Coppola e Luigi Siniscalchi della Scuola grafica salernitana, Brindisi ha esordito sulla rivista amatoriale Trumoon e dopo un periodo di collaborazione per i fumetti erotici, nel ’90 viene arruolato da Sergio Bonelli per le pagine non solo di Dylan Dog ma anche di Tex e Nick Raider.
Dopo essersi concesso una parentesi con il primo episodio di Brad Barron di Tito Faraci, l’artista ha proseguito la collaborazione con Dylan di Bonelli, di cui è diventato uno degli autori più rappresentativi, arrivando a realizzare episodi importanti come il n. 200 della serie regolare e quelli del Ventennale della testata pubblicati nel 2006. Il 21 febbraio 2013 è stato pubblicato il primo numero della Collezione storica a colori, ristampa a colori della serie regolare di Dylan Dog con copertine inedite firmate dal fumettista di Salerno.
“Ho sempre avuto questa passione ma non avevo mai immaginato da ragazzino che avrei fatto il fumettista come lavoro. Durante la mia carriera sono stato assunto da Bonelli e sono nate diverse collaborazioni con il mercato francese, un’occasione, quest’ultima che non potevo lasciarmi sfuggire, perchè l’idea di avere un proprio personaggio per un mercato così importante come quello francese, è una cosa alla quale ambisce qualsiasi autore” ha proseguito Brindisi che ha raccontato al pubblico presente com’è nata la passione per il disegno e quali sono stati i suoi modelli di riferimento.
“Quand’ero piccolo mi veniva naturale disegnare immagini in sequenza. Non era il singolo disegno fine a sè stesso, forse cercavo di fare i cartoni animati da solo. In casa poi sono arrivati i fumetti, i primi Topolino; avevo un padre bravo nel disegno ed alle elementari leggevo Il Giornalino delle Edizioni Paroline. Se non ricordo male, per i miei dieci anni chiesi in regalo Le storie di zio Tibia, Oscar Mondadori, che conoscevo solo dalle pubblicità. Scoprì solo dopo che erano delle raccolte delle migliori storie che erano uscite su una rivista americana, Creepy, e da lì ho conosciuto alcune grandi firme del fumetto americano. Ho cercato, dunque, di imitare qual genere di fumetto – ha raccontato Brindisi – Crescendo ho scoperto gli autori francesi, gli italiani come Giardino, Casertano, Stano che mi piaceva sul Corriere dei ragazzi il quale aveva uno stile che mi ricordava Aldo Di Gennaro”.
Alla domanda del presidente di ALT!, Salvatore Cervasio, su quale sarà il futuro di Dylan Dog, personaggio che negli ultimi tempi ha subito diverse modifiche, con un nuovo curatore della testata, Roberto Recchioni, e nuova attenzione verso il personaggio, Brindisi ha affermato di non sapere nulla in merito: “Non so come intendono svilupparlo ma ho qualcosa da dire sull’atteggiamento di Roberto Recchioni: se si creano molte aspettative di conseguenza poi è facile che queste aspettative vengano deluse. Dylan è come se fosse una proprietà di tutti, è diventato talmente famoso ed importante che non si può stravolgere. Lo stesso lettore non accetta tanto facilmente che questo personaggio venga stravolto. E poi, le storie rimaste nella memoria degli amanti di Dylan non sono quelle disegnate meglio ma quelle più belle dal punto di vista della trama”.
Nel corso della serata è stato distribuito ai presenti anche il secondo numero dell’Art Book targato ALT Edizioni, che riproduce alcuni dei disegni più famosi firmati da Bruno Brindisi incluso l’omaggio fatto dal fumettista all’associazione torrese che riproduce Dylan e Tex che si incontrano sul muraglione del porto di Torre del Greco, con il Vesuvio e la città alle loro spalle.

