Pomigliano: Di Maio mette la longa manus sulle elezioni in Campania

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Netta la sensazione della volontà del vicepresidente della Camera nel determinare la candidatura a sindaco della città delle fabbriche di un suo compagno di scuola. Il forte legame anche con la funzionaria di Equitalia, Valeria Ciarambino.

In ambito locale non è certo un mistero che Dario De Falco sia amico di vecchia data del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio (foto). De Falco è stato scelto dagli iscritti del Movimento Cinque Stelle di Pomigliano come il candidato a sindaco della città delle fabbriche. Era il compagno di scuola al liceo classico di quello che oggi i rumors definiscono il delfino di Beppe Grillo.

E una grande amica del Di Maio è pure Valeria Ciarambino, che con 559 voti ha sbancato le “regionalie” del Movimento ipotecando il posto nella lista dei candidati al consiglio campano. Per le si parla addirittura di una candidatura alla presidenza della giunta di palazzo Santa Lucia, il che la farebbe entrare di sicuro tra i banchi dell’assemblea regionale. Una vera politica da rullo compressore la Ciarambino. Basti pensare che ha raso al suolo anche i pregiudizi dei più scettici grillini, che in barba agli strali su Equitalia lanciati un giorno si e l’altro pure dal Beppe nazionale hanno votato lo stesso nientemeno che una funzionaria dell’odiata agenzia di riscossione forzata dei debiti.

Già, Equitalia, proprio quella che l’opinione pubblica, grillini compresi, addita come la principale responsabile dei suicidi di piccoli imprenditori, commercianti e, più in generale, di chi non ce la fa più a sfangarla. A questo punto però c’è da riflettere sul ruolo assunto dal vicepresidente della Camera nell’ambito di queste candidature. C’è chi giura che le sue indicazioni dettino ormai legge tra gli attivisti pentastellati campani. Roba da far impallidire il più accentratore dei politici della prima e anche della seconda Repubblica. Comunque ormai non resta che fare un grande in bocca al lupo ai giovani candidati del Movimento. Del resto lo ha detto più volte lo stesso Beppone: sono loro quel che resta del futuro dell’Italia.

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