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L’isola ecologica di Sant’Anastasia. Il danno e la beffa

Ricordiamo le lunghe e tristi vicende che hanno caratterizzato la costruzione dell’isola ecologica.

Siamo a settembre 2008 allorchè l’Amministrazione Provinciale di Napoli, in piena crisi dei rifiuti, promulga un bando per finanziare la costruzione d’isole ecologiche da parte dei Comuni.

Il Comune di Sant’Anastasia, con notevole premura, partecipa a tale bando presentando un progetto per un importo di 452.000 €, di cui 360.000 € finanziabili dalla Provincia e 92.000 € a carico del Comune.
La costruzione dell’isola è prevista su un’area di proprietà del Comune in prossimità di Via Gramsci, località Boschetto, area classificata F1 dal Piano Regolatore.

Tale scelta non poteva di certo dirsi felice, in quanto l’isola veniva ubicata all’interno di zone residenziali e per questo l’area interessata era stata destinata dallo strumento urbanistico alla realizzazione d’attrezzature a servizio di tali residenze. Tant’è che la nostra Associazione contestò simile scelta con un articolo pubblicato su questo giornale. Pur tuttavia, in considerazione dell’interesse vitale a simile realizzazione, indispensabile a completare il ciclo della raccolta differenziata dei rifiuti, neAnastasis non andò al di là di questa semplice contestazione e anche gli abitanti del quartiere si limitarono a qualche mugugno.

Nel 2009 il progetto del Comune è approvato dall’Amministrazione Provinciale e, ad ottobre dello stesso anno, è deliberata l’assegnazione del finanziamento, subordinato, pena la revoca prevista dal bando, all’inizio effettivo dei lavori entro 12 mesi dalla data d’assegnazione.

A fine 2009 cade l’Amministrazione Pone, subentra il Commissario prefettizio, sono indette nuove elezioni che portano alla nuova Amministrazione Esposito ad aprile dello stesso anno.
Nell’inevitabile vuoto di potere che si determinò in quel periodo, gli uffici comunali non indissero la gara per l’assegnazione dei lavori di costruzione dell’isola ecologica che rimase, quindi, sospesa.

A ottobre 2010 la nuova Amministrazione, con la delibera di Giunta n.178, abbandona il vecchio progetto e ne approva uno nuovo su un’area retrostante il plesso scolastico Elsa Morante, con motivazioni legali molto deboli, che in realtà nascondevano la necessità di tutelare gli interessi sulla precedente area di persone vicine al sindaco e alla maggioranza esistente in consiglio comunale.
Il cambio dell’area su cui costruire l’isola, fu fortemente contestato dagli abitanti delle case circostanti, sia perchè percepito come atto per tutelare questi interessi privati sia per la sua ubicazione retrostante ad una scuola.

Tale contestazione sfociò successivamente e per diversi giorni nel blocco del cantiere di costruzione da parte di questicittadini, finchè non intervenne un nutrito drappello di poliziotti che caricarono i dimostranti e rimossero il blocco al cantiere. Fu una ferita inferta nella carne viva dei cittadini, mai verificatesi prima nella storia di Sant’Anastasia. Ovviamente i lavori ripresero successivamente per concludersi a metà circa dello scorso anno.

La tanta contestata isola ecologica è stata, quindi, costruita, attrezzata con le relative pedane e container di stoccaggio dei vari rifiuti, adeguatamente recintata e finoranon attivata. Questa conclusione della vicenda è una vera beffa per i cittadini che si opposero alla localizzazione dell’isola e furono caricati dalla polizia.

Auspichiamo, per rispetto di questi cittadini e dell’intera cittadinanza, che l’Amministrazione Comunale chiarisca pubblicamente del perchè della mancata attivazione dell’isola e che s’impegni a rimuoverne gli eventuali impedimenti, in considerazione soprattutto che tale attivazione è assolutamente necessaria per migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti, ferma ormai da anni al 43-44% del totale, una percentuale ancora lontana da quella richiesta dell’attuale legislazione del 65% entro il 2012 (D.Lg.vo 152/06, art. 205, comma 1, lett. c).

(Fonte foto: Rete Internet)

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