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Terra dei Fuochi, controlli nei campi sospetti: lite tra contadini e ambientalisti

L’episodio ad Acerra, durante un’ispezione dell’Arpac richiesta dai volontari delle Guardie Ambientali. I tecnici hanno sospeso i sondaggi, poi ripresi alcune ore più tardi.

Terra dei Fuochi, ieri mattina rissa sfiorata tra contadini e ambientalisti. Risultato: sospese le analisi dei terreni per alcune ore. E’ una storia che fa emergere le tensioni sempre più striscianti tra i coltivatori e gli ecologisti in lotta contro l’inquinamento del suolo e delle acque nell’hinterland napoletano e nel basso casertano.

Ieri infatti tecnici dell’Arpac e agenti della polizia municipale di Acerra sono giunti sul posto, in località Sagliano, al confine con Maddaloni, per dare il via alle analisi di una coltivazione di ortaggi sospetta, vasta quasi quanto tre campi di calcio. La prima perlustrazione effettuata alle dieci aveva anche rivelato la presenza di scorie di fonderia, rifiuti sanitari e assorbenti tra i finocchi che stanno crescendo in vista della raccolta di novembre. A un certo punto però i contadini proprietari del terreno hanno tentato di aggredire gli ambientalisti accorsi sul posto, ambientalisti che avevano denunciato la probabile presenza di una discarica nel terreno per il quale sono partiti i controlli. Soltanto l’immediato intervento dei poliziotti municipali presenti ha scongiurato la rissa.

Subito dopo la lite i tecnici dell’Arpac hanno sospeso la perlustrazione dell’area e i conseguenti sondaggi, che, secondo quanto riferito dall’ufficio comunicazione del comune di Acerra, sono ripresi nel primo pomeriggio, anche grazie all’arrivo di un escavatore procurato dagli stessi proprietari dei terreni. Ma gli ecologisti delle Guardie Ambientali di Acerra insorgono: "Assurdo rinviare analisi così importanti senza la presenza dei cittadini, peraltro in questa fase tanto delicata per tutto il territorio".

“L’Arpac – denuncia Alessandro Cannavacciuolo – aveva rinviato le analisi già la prima volta è capitata la settimana scorsa”. Cannavacciuolo è il figlio dei pastori le cui greggi furono abbattute per la presenza di diossina nel sangue. Da allora questo giovane di 27 anni ha iniziato una crociata ambientalista nel territorio. Con lui ieri c’era Antonio Montesarchio, un cassintegrato dello stabilimento chimico Montefibre molto impegnato sullo stesso fronte. La lite tra gli ecologisti e i contadini proprietari del terreno da analizzare è scoppiata quando Cannavacciuolo e Montesarchio hanno passato un magnete sul terreno coltivato.

La scena si è consumata sotto gli occhi dei tecnici dell’Arpac. Il magnete ha immediatamente attratto un’impressionante quantità di pezzetti di metallo. E’stato a questo punto che i contadini si sono avventati minacciosamente sui due ambientalisti. “Questo Cannavacciuolo vuole fare il ministro”, ha urlato uno degli agricoltori dopo essere stato bloccato in tempo e quindi allontanato dai poliziotti municipali, mandati dal comune a presidiare le operazioni dell’Arpac. Operazioni che però sono state sospese. Nel frattempo emergono particolari inquietanti da quest’ultima vicenda. Dalle visure catastali riportate nella denuncia delle Guardie Ambientali l’appezzamento sospetto di località Sagliano risulta essere stato fino al 2006 di proprietà di un gruppo di imprenditori dello smaltimento.

Imprenditori che a loro volta risultano condannati dal tribunale per traffico di rifiuti. Intanto l’attività dei volontari delle Guardie Ambientali di Acerra sembra un treno in corsa. Grazie a questi coraggiosi guardiani delle campagne finora il Corpo Forestale dello Stato e la polizia municipale di Acerra, su mandato della Procura di Nola, hanno sequestrato una ventina di terreni contaminati in quel di Acerra, che è il territorio della provincia di Napoli più vasto dopo quello di Giugliano, circa 55 chilometri quadrati prevalentemente destinati all’agricoltura.

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