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Napoli

A Volla la grande politica è fuori dalle elezioni metropolitane

Solo un rappresentante del consesso cittadino, Giuseppe Annone di “Fratelli d’Italia” tra i candidati al consiglio metropolitano.

All’alba del 12 ottobre del 1492 il genovese Cristoforo Colombo, con la Nina, la Pinta e la Santa Maria, le tre navi fornite ed equipaggiate dalla regina Isabella d’Aragona, dopo diversi mesi di navigazione, sbarcò sulle coste del nuovo continente, cambiando la storia dell’umanità.

Esattamente cinquecentoventidue anni dopo, con un’idea geniale, partorita dalla mente di uno dei più autorevoli esponenti del PD, tale Delrio “Carneade, chi era costui”, si vorrebbe cambiare la storia dell’Italia e delle sue province. Con l’elezione del consiglio metropolitano, riservato solo a pochi eletti, il 12 ottobre del 2014, prende il via l’ambizioso e faraonico progetto delle “Città Metropolitane”, ideato dopo l’abolizione, vera o fasulla che sia, delle province. Solo una decina di città, tra le più grandi del bel paese avranno questo privilegio.

Anche Napoli, la città che nacque dalla disperazione di una sirena (Partenope ndr), dopo un rifiuto per un mancato amore, e che oggi vanta un altro primato assoluto, e cioè è l’unica città del mondo che ha il Sindaco Sospeso, sarà trasformata in una Città Metropolitana. A Napoli, Sindaco Sospeso a parte, la politica adulta, quella che conta, quella che comanda al di sopra e nonostante i territori, ha deciso. Gli alti papaveri dei partiti tradizionali, di vecchia e pseudo-nuova costituzione, hanno messo in campo ciascuno i propri assi per cercare di portare a casa la vittoria e poter, poi, gestire e beneficiare del grosso affare.

Così, sono state presentate le 5 liste con 91 candidati per 24 posti a disposizione. Ovviamente, se da un lato in alcuni comuni la compilazione delle liste è stata accompagnata dalle solite velenose polemiche, figlie del vecchio modo di gestire la res-pubblica, in altri la cosa è passata quasi inosservata, cioè senza colpo ferire. Tra questi ultimi, non poteva mancare Volla. Infatti, tra tutti i grandi, giovani e vecchi, della politica vollese uno solo è stato inserito tra i candidati, il “fratello” d’Italia Giuseppe Annone. Come dire che il destino della città metropolitana non passa per Volla, tranne che per un unico suo rappresentante.

Eppure la cittadina annonaria aveva già in passato subito l’egemonia delle decisioni provenienti dal centro città o calate dall’alta montagna, come ad esempio quando fu deciso di costruire il Centro Agro Alimentare più grande del sud per de localizzare il mercato della città di Napoli e di Volla.
Già allora i vollesi e la politica locale furono ammaliati dal canto e dalle promesse delle sorelle di Partenope, con il risultato di avere sul proprio territorio un’opera mastodontica incompiuta che ad oggi ha portato solo disagi alla popolazione indigena.

Evidentemente Volla, che nacque come costola della più altolocata San Sebastiano al Vesuvio ha ancora il cordone ombelicale non reciso del tutto, e lascia che si decida del suo destino sia dall’alto, sia dal centro, eccezion fatta, appunto per un rappresentante di Fratelli d’Italia che si cimenta nell’ardua impresa della candidatura al consiglio della città metropolitana. L’appuntamento per i consiglieri comunali per le votazioni metropolitane è domenica prossima, 12 ottobre, ccon la benedizione di Cristoforo Colombo.
(Fonte foto: Rete Internet)

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