Inizia con un evento di grande rilievo l’edizione 2012 di “Stringiamoci a corte”: un incontro con il magistrato per parlare di mafia e legalità.
Si apre con un incontro a tu per tu col magistrato napoletano Raffaele Cantone la nuova edizione di "Stringiamoci a corte", manifestazione organizzata dalla Pro Loco di Striano. «Abbiamo voluto iniziare così – ha dichiarato in apertura il giornalista Francesco Gravetti – per festeggiare Laura Speranza, prima donna di Striano a vincere il concorso in magistratura. Nessuno meglio di lei potrebbe accompagnarci in questa "chiacchierata" sulla legalità con Raffaele Cantone».
La presentazione del nuovo libro di Cantone, dal titolo "Operazione Penelope", di cui Laura Ferraro ha letto alcuni passi, accompagnata dal maestro d’arpa celtica Domenico Sodano, è stata dunque l’occasione per parlare di mafia, illegalità e del modo in cui questi cancri della società possono essere debellati. «Abbiamo fatto dei grossi passi avanti in termini di consapevolezza e sensibilizzazione, – ha affermato Raffaele Cantone – ma non è ancora sufficiente».
Sì perché al di là delle indagini e degli arresti, che pure hanno portato in carcere tutti i più grandi boss della malavita campana, la mafia è un qualcosa di profondamente radicato nel territorio. Come una pianta che, per quante volte venga estirpata, riesce sempre a ricrescere, vivendo da parassita sulle spalle di tutto quello che le sta intorno. Proprio a questo circolo vizioso fa riferimento il titolo "Operazione Penelope". «Li arrestiamo di notte – ha spiegato Cantone – e di giorno si riformano altri capi. Per questo bisogna agire sulle mentalità, dimostrare a tanti ragazzi che il crimine non paga».
Incalzato dalle domande di Laura Speranza, il Pm originario di Giugliano ha sottolineato come «la sensibilizzazione debba riguardare anche la politica e l’imprenditoria, nella cui collusione o connivenza risiede la vera forza della camorra». Ultimo elemento di lotta, ma non il meno importante, l’educazione dei più giovani. «Ai miei tempi – ha concluso Cantone – non si parlava nemmeno di mafia. Adesso i giovani hanno tutti gli strumenti per conoscere il mondo. È sulla conoscenza e sull’educazione che bisogna puntare».
La legalità, insomma, non si insegna. Ma si può accompagnare per mano, come fa una madre con i propri figli. Consapevole di doverli, prima o poi, abbandonare al loro destino. Sperando che sia un destino migliore di quello che vede ragazzi poco più che diciottenni lasciare vita e sogni sull’asfalto, in mezzo ad una pozza di sangue.
Il prossimo appuntamento con "Stringiamoci a corte" è per il 5 luglio con la presentazione della raccolta poetica di Raffaele Urraro "Ero un ragazzo scalzo nel cortile". Per info: http://www.prolocostriano.it/
Facebook page "Stringiamoci a corte"

