La discussione monotematica non porta a risultati concreti e vanno in scena ironie e vecchi rancori. Applausi per l’encomio della Prefettura alla dirigente dell’ufficio tecnico Mena Iovine.
“Tutela della pubblica e privata incolumità nel centro storico Quartiere Casamale”. Questo l’argomento di discussione del consiglio comunale straordinario svoltosi ieri pomeriggio, richiesto dai consiglieri di minoranza dopo che il sindaco, a pochi giorni dal suo insediamento, ha decretato il rinvio per motivi di sicurezza della suggestiva Festa delle Lucerne che ogni quattro anni illumina il borgo antico. La discussione è durata circa tre ore e ha portato a poco o a niente, anzi, entrambi gli schieramenti ne hanno approfittato per rinfacciarsi vecchie e logore questioni, in una sorta di campagna elettorale permanente.
Tuttavia non è mancato qualche pallido tentativo di fare sintesi e di trovare una via comune per trovare soluzioni concrete. L’appello al buon senso e alla collaborazione di entrambe le parti arriva dall’ex vicesindaco della passata amministrazione Allocca, Salvatore Di Sarno, per il quale “I problemi del Casamale sono di vecchia data e sono molteplici e non sono risolvibili in breve tempo. Tutti, maggioranza e opposizione, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità se vogliamo veramente risolvere i problemi del borgo antico”.
“La richiesta di un consiglio comunale straordinario- ha spiegato il capogruppo di FI, Giuseppe Sommese, non vuole essere né strumentale e né di convenienza, vogliamo solo sapere, all’’indomani dell’annullamento della Festa delle Lucerne, tanto attesa dalla città di Somma Vesuviana, quali sono gli interventi, le iniziative che questa amministrazione intende mettere in campo per mettere in sicurezza il Casamale e se le ordinanze che sono state emesse sono state ottemperate”. Sottolineando l’assenza di diversi consiglieri di maggioranza, Sommese presenta la proposta di FI, ovvero di prevedere in bilancio la somma di 700mila euro, magari da attingere dall’Imu o dalla Tasi, per avviare la riqualificazione del borgo antico e di istituire un’apposita commissione di qualità urbana. “Si tratta solo di una proposta che -aggiunge Sommese- auspico non diventi un tiro al bersaglio, ma riceva adeguata valutazione dal sindaco, dalle commissioni consiliari preposte”.
Il capogruppo del Pd, Giuseppe Cimmino, atti alla mano, menzionando leggi regionali che prevedevano un programma di finanziamenti molto consistente, ricorda ai consiglieri in aula che “dall’anno 2006 sul Casamale c’è stato il buio totale, e una delle conseguenze è stata l’annullamento della festa delle lucerne. Quel programma è stato lasciato a giacere in qualche cassetto e la nostra proposta è quella di riaprirlo e di recuperarlo”. Argomento sviscerato e dettagliato poi dal consigliere Peppe Auriemma il quale ha sottolineato che sul Casamale “oltre ai dieci anni di buio totale, anche nel programma del sindaco c’è ben poco. In questi anni è stata deficitaria la politica urbana, la manutenzione ordinaria. Abbiamo guardato alle grandi opere, quelle che danno grande visibilità mediatica alle amministrazioni, e abbiamo trascurato l’ordinario. Il Casamale è lo scandalo di una politica, quella di centro-destra, incapace di una progettualità efficace. Gli unici progetti pensati e proposti risalgono all’amministrazione di centro-sinistra ed è importante fare memoria di questo”.
“É ottima la proposta di FI, ma non basta perché le problematiche del Casamale non sono solo di carattere urbanistico-architettonico, ma anche sociali, sanitarie. Bisogna prevedere, tra le tante cose, anche un censimento delle abitazioni: molti bassi sono indebitamente occupati. Il Casamale-conclude Auriemma- ha bisogno di fondi che il comune non ha, se vogliamo portare la Festa delle Lucerne e la processione del venerdì Santo davanti all’Unesco bisogna avviare procedure complesse e siamo pronti a farlo ma è necessario che presentiamo un Casamale civile, decoroso, sicuro, altrimenti rischiamo una figuraccia a livello internazionale”. Spetta a Crescenzo de Falco, consigliere Pd, richiamare l’attenzione sul regolamento che prevede la consegna della proposta prima di iniziare la discussione. Riallacciandosi all’iter storico del suo gruppo, De Falco aggiunge che il fallimento dei progetti è dovuto anche "all’incompetenza dell’ufficio tecnico comunale”.
A difendere il sindaco e la decisione di annullare la festa ci pensa Giuseppe Nocerino di Progetto Somma: "Il sindaco, a pochi giorni dall’insediamento, ha voluto prima capire, ha chiesto l’intervento di tecnici e di una apposita commissione e poi ha preso una decisione di grande responsabilità: spostare una festa, che ha cadenza quadriennale, in attesa di mettere in sicurezza il borgo. É stata una scelta di responsabilità e di coscienza”. Nocerino non ha mancato di punzecchiare Antonio Granato, rinfacciandogli il silenzio che ha caratterizzato fino ad ora la sua presenza in consiglio comunale, “lasciando agli altri il ruolo di leader dell’opposizione!”. Dopo aver criticato il percorso storico fatto dal consigliere del Pd Auriemma, Nocerino propone di affrontare la questione Casamale con il coinvolgimento dei residenti, e “di inserire nello statuto comunale un comitato di quartiere che sia apartitico e che delimiti geograficamente il Casamale”.
Il plauso totale per la scelta di annullare la festa delle lucerne per iniziare un percorso di riqualificazione del Casamale arriva anche dal consigliere Vincenzo Piscitelli, per il quale ”la proposta di FI appare obsoleta e quella di attingere ai fondi dalle casse comunali alquanto improponibile, anche perché la somma non basterebbe a fare un granché”.
“Mi aspettavo un plauso più che delle critiche per la scelta di annullare la festa”. Esordisce così il primo cittadino che risponde a tutte le domande poste dai consiglieri. “Faremo la nostra parte, ci siamo presi un impegno e lo manterremo e nel farlo ho chiesto ed ho ottenuto la collaborazione dei residenti del Casamale e delle associazioni del quartiere”. Poco prima di sciogliere la seduta, il presidente del Consiglio, Pasquale Di Mauro, dà la parola al vice sindaco Di Matteo, cosa che viene severamente censurata dal consigliere Pd De Falco, il quale ricorda al presidente del Consiglio il dovere e la necessità del rispetto delle regole per la disciplina del dibattito in consiglio comunale.
De Falco chiede: ”Perché l’intervento dell’assessore se non è stato richiesto? Non è corretto concedere la parola ad un assessore in fase di replica e, soprattutto, dopo che ha parlato il sindaco”. Dopo una breve polemica, il vicesindaco ribadisce il pensiero del sindaco e De Falco non si lascia scappare l’occasione di definire l’intervento ”scorretto per il regolamento comunale, inutile e ripetitivo”. Il sindaco stempera la tensione, leggendo una nota a della Prefettura che invia a Somma Vesuviana un encomio per l’architetto Mena Iovine, dirigente dell’ufficio tecnico, per aver stilato un eccellente piano di emergenza per le gallerie”. L’applauso, fortunatamente, copre le polemiche e le frecciatine velenose che per circa tre ore hanno sorvolato l’aula consiliare, andando spesso a segno.

