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Sant’Anastasia. “Radici e Speranza”: magica notte di lettura e cultura in piazzetta Siano

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Alla kermesse culturale politici, cittadini e studenti leggono la speranza e l’appartenenza. Inaugurazione del “Premio Katà” delle Cantine Olivella che premiano le eccellenze anastasiane.

Rinviata di un giorno causa maltempo, la manifestazione «Radici e Speranza» arrivata alla 4^ edizione si è svolta il 23 luglio, con straordinario successo e incredibile partecipazione in una calda sera di fine luglio.

Piazzetta Siano, antistante il Comune di Sant’Anastasia, si è trasformata in un vero e proprio salotto culturale per dare rilevanza e spazio al concetto di «comunità vesuviana», alla sua crescita e alle sue risorse.
La notte dedicata alla lettura ha visto l’adesione di personaggi legati al mondo dello spettacolo, dell’arte e della cultura, ma anche dei sindaci e degli assessori appartenenti all’area vesuviana che hanno preso a cuore la manifestazione e il significato che essa ha per i cittadini e gli addetti ai lavori.

Tra i libri da cui sono stati scelti i brani volti ad evocare il senso dell’appartenenza, sono da evidenziare: «Un cappello pieno di ciliegie » romanzo pubblicato postumo dalla scrittrice e giornalista Oriana Fallaci, brano letto dall’attore Enzo Salomone, «La casa di pietra» di Anthony Sadid, «Il giorno della civetta» di Leonardo Sciascia, «Cristo si è fermato a Eboli» di Carlo Levi, «La lumaca che scoprì l’importanza della lentezza» di Luis Sepulveda e un brano fortemente evocativo dell’essenza vesuviana tratto dagli scritti dal compianto Cosimo Scippa, che non solo è stato un grande sindaco e un esponente di rilievo della Democrazia Cristiana ma anche un cultore della storia anastasiana.

Infatti durante gli anni novanta Scippa effettuò delle ricerche accurate e dettagliate negli archivi del Comune e li riportò in tre volumi denominati «Municipalità».
“Il brano che più mi ha emozionato è quello di Cosimo Scippa che mi ha fatto immaginare un sindaco che cammina per le vie del suo territorio cogliendone le bellezze e le difficoltà” ha chiosato il giornalista Ermanno Corsi, cittadino onorario di Sant’Anastasia.

“Ringrazio l’Amministrazione che appena insediata ha dato spazio e sostegno a questo evento, che, come direttore artistico, porto avanti non senza difficoltà nella ricerca dei testi, dei lettori e dei temi da trattare. Grazie anche al gruppo di collaboratori – afferma il Dott. Luigi De Simone – abbiamo coinvolto quest’anno sindaci vesuviani, gli studenti, le «Cantine Olivella» e alcune scuole di danza locali, con l’idea di proporre poi all’Amministrazione di dedicare loro una settimana intera di esibizioni in pubblico, al fine di valorizzare il loro lavoro sul territorio”.

La kermesse è stata intervallata dal saggio di danza «Incantesimo» della maestra Maria Oliva, inoltre è stata anche l’occasione per inaugurare il «Premio Katà» (diminutivo del famoso vino vesuviano IGP «catalanesca») fortemente voluto e sostenuto dalle Cantine Olivella, nella persona di Domenico Ceriello, insieme ai soci Ciro Giordano e Andrea Cozzolino, un gruppo di imprenditori che da qualche anno provano a dare sostanza a un prodotto enologico fortemente locale con ambizioni di grande respiro.

Sono state premiate cinque personalità appartenenti alle seguenti categorie: Arte, Imprenditoria, Ricerca, Comunicazione/Giornalismo ed è stato assegnato anche un «Premio Speciale» dedicato alla giovane artista Olimpia Fontanelli, scomparsa lo scorso febbraio per un male incurabile a soli 36 anni, ha ritirato il premio il padre, l’ingegnere Elio Fontanelli. Tutti i premiati sono stati omaggiati di un gioiello creato appositamente per l’occasione dall’artista napoletana Daniela Cirafici.

L’artista, per realizzare l’oggetto, ha utilizzato un barilotto di bambù di corallo per evocare il Mare come Origine, la pietra lavica per il Vesuvio e la madreperla come Mare-Radici. La conduzione della premiazione è affidata a Ferdinando Polverino, Wine Communicator, che ha voluto sottolineare il significato della parola «katà»: essa trae origine non solo dall’abbreviazione di catalanesca, ma anche dalla parola greca «κατ?» che vuole dire per estensione «ai piedi di», inoltre Polverino ha tratto ispirazione anche dall’omonimo termine giapponese che vuol dire un modello virtuoso di conoscenze da cui trarre ispirazione.

“Il premio, come in effetti lo stesso vino vuol essere, è un riconoscimento a chi, in queste cittadine sotto il Vesuvio, ha agito virtuosamente contribuendo alla diffusione e al rafforzamento dei valori che caratterizzano le persone e questi luoghi” ha ribadito Polverino.

Il premio è stato dunque conferito a coloro che si sono particolarmente distinti per le attività di propria competenza: per la categoria Arte, il giovane tenore Raffaele Abete, vincitore del concorso «Una voce per l’Arena» (trasmesso in diretta e in mondovisione dall’Arena di Verona, in prima serata su RAIUNO il 1 giugno 2014), per la categoria Imprenditoria, la signora Angelina del Ristorante «’E curti» che con fiducia e passione porta avanti l’attività imprenditoriale, per la categoria Comunicazione e Giornalismo il giornalista Ermanno Corsi e, infine, per la Ricerca, l’archeologo Antonio De Simone professore all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

“Notti come questa devono ripetersi, ho intenzione di dare spazio alla cultura, all’arte e allo spettacolo” ha dichiarato il sindaco Lello Abete a conclusione di una serata ricca di sorprese, suggestioni ed incontri dove protagonisti sono stati il senso di appartenenza, le tradizioni, la forza delle radici e della speranza e l’essere comunità anastasiana, consapevole della sua storia e dei suoi valori.

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