Ieri sera, lunedì 26 novembre, la presentazione del libro di Luigi De Simone che immortala la storia e il presente del presepe vivente anastasiano, con la fotografia di Salvatore Giordano e la musica del maestro Ciro Perna.
La tradizione trentennale del presepe vivente anastasiano diventa racconto e celebrazione di un passato che si conserva e rinnova nel presente, grazie alla penna di Luigi De Simone, storico animatore della tradizione presepiale, che ferma, nero su bianco, in un presente sdrucciolevole la cultura e l’identità della cittadina alle falde del Vesuvio.
“Quann’ nascette Ninno… Un presepe vivente si fa teatro dell’anima” è proprio questo, un’affermazione di consapevolezza ma anche un invito ai sentimenti più umani che la natività sa ispirare, che si perpetua di anno in anno, attraverso la partecipazione di un intera comunità alla storia del bambino che nasce nella grotta. «Presepe dell’anima» lo ha chiamato il vescovo di Nola Beneamino Depalma, intervenuto ieri alla presentazione del libro nei Giardini di Villa Giulia, perché «solo chi è in grado di commuoversi può capire questa storia, l’uomo che non ha tenerezza, l’uomo superficiale, l’uomo di oggi non riesce a capirlo perché non ha profondità. Il presepe ci fa diventare più umani, più buoni perché insegna lo stupore».
Ma al presepe anastasiano e al suo autore si riconosce anche un altro merito, quello di essere collante dell’intera cittadina, spesso divisa al suo interno. «Luigi De Simone piò essere collante della comunità grazie alla sua umanità, di cui il presepe è infondo una traccia» ha precisato il sindaco Esposito, che si è detto onorato di poter inserire il libro di De Simone nella biblioteca che il Comune si approssima ad inaugurare senza risparmiare una punta di polemica rispetto alla biblioteca già esistente «destinata ad attività ludiche». Intanto, in previsione del Natale, il sindaco annuncia di voler estendere la tradizione del presepe vivente dallo storico Borgo Sant’Antonio al centro cittadino.

