A dichiararlo è l’imprenditore Marcello Ceriello in merito all’articolo dell’associazione neAnastasis che ha denunciato l’incuria e l’abbandono della zona.
Egregio direttore,
vorrei fare una precisazione in merito all’articolo apparso sul quotidiano ilmediano.it sul parco Poggio Verde a firma dell’associazione civica neAnastasis-Associazione Civica che ha tutta l’aria di essere fazioso.
Faccio presente che il Parco Poggio Verde, già ai tempi dell’amministrazione Pone, era oggetto di sviluppo territoriale tramite bandi per l’istallazione di chioschi per attività di somministrazione di alimenti e bevande su area pubblica del Comune di Sant’Anastasia. L’attuale amministrazione Esposito ha proseguito su questo progetto di sviluppo, seguendomi in tutto e per tutto nella controversia che c’era tra il nostro Ufficio tecnico e la Sopraintendenza.
Per capire meglio ciò di cui sto parlando, dobbiamo fare un passo indietro. Era il 2009, quando fu assegnata a me, Marcello Ceriello, un’area sita nel parco pubblico in questione per realizzare la succitata struttura, tramite regolare bando di concorso. Dopo mie pressioni e grande disponibilità da parte di quest’amministrazione, il 3 febbraio del 2011 viene stipulato il contratto tra me, Marcello Ceriello, amministratore della società concessionaria (DAMA s.a.s.) ed il rappresentante per nome, conto e interesse del Comune dott. Palladino Fabrizio, comandante polizia municipale. Il 24 agosto dello stesso anno la Sopraintendenza esprime parere negativo in quanto la documentazione appariva in contrasto con la normativa del P.T.P.: la realizzazione del chiosco si configurava come aumento di volumetria non consentita in zona R.U.A.
Il 14 marzo 2012 si trova la soluzione in un documento della nostra amministrazione, a firma dell’assessore Graziani che chiarisce lo standard urbanistico del parco pubblico in cui il chiosco deve essere realizzato e così il 24 marzo dello stesso anno la soprintendenza rilascia finalmente il parere favorevole. L’anno successivo mi viene rilasciato il permesso a costruire ed il 30 maggio 2012 il provvedimento unico autorizzativo, mettendo fine ad un iter burocratico amministrativo che va dal bando 2008 al permesso stesso 2012.
Finita la parte amministrativa potevo iniziare la parte economica del progetto: mi sono rivolto a quattro istituti bancari: tre non erano interessati al progetto mentre uno mi concedeva meno della metà della cifra richiesta. Nel settembre 2011 decido di fare la pratica per un finanziamento pubblico con INVITALIA e la richiesta viene depositata il 18 dicembre 2012. Visti i lunghi tempi del finanziamento ho chiesto al sindaco Esposito, con una lettera protocollata al Comune di Sant’Anastasia il 26 marzo scorso, 18 mesi di proroga per la realizzazione della struttura. Questo è quanto.
L’articolo firmato da neAnastasis sembra molto fazioso e privo di quelle conoscenze e documentazioni necessarie atte a capire come si sono svolti i fatti. Il parco pubblico di via Toscanini versa in condizioni di degrado ed abbandono a causa dei lunghi cavilli burocratici e per la crisi che ha colpito anche il nostro Paese. L’amministrazione, nella persona del sindaco Esposito, è stata sempre pronta a supportarmi in questo lungo iter. Quelle che si leggono sono solo insinuazioni inutili e strumentali. Se vogliamo sviluppare davvero quest’area mi diano una mano, sono aperto a tutti.
Marcello Ceriello, amministratore della società DAMA s.a.s.

