Denuncia del Sindacato Medici Italiani: 50 aggressioni ogni giorno nella sola Campania. A rischio crollo, in caso di sisma, molti ospedali napoletani. Chiesta l’installazione di telecamere a circuito chiuso nei presidi
Sputi, insulti, minacce, danni alle strutture. Violenze. Non siamo né in un corteo di black block né nel Bronx, ma negli ospedali della provincia di Napoli. Che sono ammalati, più dei pazienti. Che hanno problemi statici, che da tempo non sono mai stati riqualificati, rinnovati, mai più, da decenni, oggetto di investimenti. Il presidio napoletano del Cardarelli, il San Giovanni Bosco, il Loreto Mare, ma pure le guardie mediche di San Giorgio e Cremano e Scampia, l’ospedale Annunziata, i nosocomi di Castellammare di Stabia e Boscotrecase.
Una lista che fa paura, quella degli ospedali «ammalati», per condizioni lavorative, per problemi statici, per condizioni di lavoro del personale. Per le aggressioni, continue, per gli episodi di violenza nei confronti di medici e infermieri. Almeno 50 ogni giorno, nella sola Campania. Una guerra. Una frontiera. Tutto questo , dati nero su bianco, lo denuncia il sindacato medici italiani, SMI, presieduto a livello nazionale da Giuseppe Del Barone, che ieri ha indetto a Napoli il convegno «Riorganizzazione del territorio e nuova spedalità in Campania tra risorse e risparmio» al quale ha partecipato anche il sindaco De Magistris e il presidente dell’Ordine dei Medici, Bruno Zuccarelli.
Ma c’è di più, una denuncia che fa venire i brividi: l’ultima inchiesta parlamentare sul servizio sanitario italiano e la sua efficienza, grazie ad un’indagine a campione, dice che in caso di sisma circa il 75 per cento delle strutture non reggerebbe. L’Ospedale Annunziata è ai primi posti di questa raggelante classifica in cui compaiono strutture che sono – stando ai dati – distribuite nella zona centrale dell’Italia e di più – chi aveva dubbi alzi la mano – nel Meridione. In Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia. Tra i rischi ai quali sono esposti i medici e il personale sanitario ogni giorno non c’è solo quello statico: tutti loro sono esposti a violenze e aggressioni.
Quotidianamente, la statistica sfiora in Campania picchi da far tremare i polsi. E il sindacato, oltre a far appello al presidente della Regione, Stefano Caldoro chiede una misura che attenuerebbe, nell’immediato i rischi: l’installazione di telecamere a circuito chiuso nei presidi ospedalieri e nelle guardie mediche.
(fonte foto: rete internet)

