Continua la campagna elettorale nell’ex paese del commercio. In un comizio, il candidato alla carica di sindaco, Roberto Duraccio, ha toccato svariati punti.
Si è tenuto due sere fa, in piazzetta Casilli a San Giuseppe Vesuviano, l’ultimo dei tre comizi per "un paese normale" in programma per Roberto Duraccio, candidato sindaco delle liste di Mo Bast e Jamm. Ospite della serata, Pietro Nardiello, giornalista e autore del libro "Il Festival a casa del Boss", che ha voluto manifestare il proprio sostegno a Roberto Duraccio: "Se fossi cittadino di San Giuseppe Vesuviano non potrei fare a meno di votare per Roberto Duraccio e per le liste che lo sostengono".
La serata si apre con le canzoni popolari della paranza "Il Torchio": nacchere e tammorra per riagganciarsi alle tradizioni del territorio e promuoverne le eccellenze.
Apre gli interventi Pietro Nardiello: "Come tutti ben sappiamo a Scampia si è ripreso a sparare, e come accade quando si spara in questi posti il telefono inizia a ribollire: ti chiamano tutti per chiederti cosa sta accadendo. Dopo l’ennesimo assassinio di una vittima innocente, che Roberto ha ricordato durante questi giorni, mi hanno chiesto: cosa occorre a Scampia? Ho risposto "normalità". In questo nostro Sud non ci vuole una politica che costruisca dei paesi normali". "Ho seguito il progetto di Roberto, di Jamm e Mo Bast: questa politica del sindaco tra le persone è la chiave vincente. San Giuseppe Vesuviano è una zona ricchissima: bisogna costruire un sistema museale. Il turismo è un sistema costruito di piccole imprese, artigianato, bar, ristoranti, agriturismi. Questa opportunità la stanno distruggendo perchè ci hanno lasciato un territorio di morte".
"La criminalità è venuta casa per casa, ha approfittato della paura, ha comprato per poche decine di migliaia di euro i terreni e ci ha sepolto i rifiuti. Anche chi ha soldi, contro mali incurabili o mali particolari non può far nulla". "Basta con gli inquisiti nelle liste, non ce la faccio più. Basta aprire un semplice libro per ritrovare sempre gli stessi nomi, persone indagate venti anni fa per riciclaggio di denaro della camorra, che ebbero anche la capacità di querelare Giancarlo Siani, le ritroviamo sempre candidate". "Il voto a Roberto Duraccio è un voto intelligente, è un voto di progettualità: qui ci sono dei progetti concreti, seri". "Qualcuno vorrebbe imbrigliare la rete, ma grazie ad essa ho avuto modo di ascoltare i discorsi di Roberto e dei ragazzi che lo sostengono".
"La SS 268 è uno scempio bestiale. Si parte da Afragola con i fumi e si arriva a San Giuseppe Vesuviano con i fumi. Nelle liste a sostegno di Roberto Duraccio ci sono le persone che hanno impedito la realizzazione dell’ennesimo scempio nel Parco Nazionale del Vesuvio: sono state definite con i vocaboli peggiori di questo mondo. Poi si è scoperto che avevano ragione a protestare e che la discarica a Chiaiano l’hanno realizzata le imprese dei clan dei casalesi. E io sono contento di stare in mezzo a queste persone. Il movimento vesuviano, con quella difesa ardua, che non si era mai vista dagli anni del brigantaggio, assieme al movimento di Chiaiano l’ho considerato il momento più alto della nostra democrazia dopo la lotta partigiana. Bisogna essere orgogliosi di aver difeso il territorio in quel modo. E adesso bisogna continuare a difenderlo votando per Roberto Duraccio".
Interviene poi Francesco Servino, capolista di Mo Bast: "Mo Bast è un gruppo di cittadini onesti che ha deciso di partecipare e non di stare a guardare. E’ necessario oggi prendere parte alla vita politica e non lasciare che i partiti continuino a fare i porci comodi loro. Ci sono personaggi che hanno ancora la faccia tosta di candidarsi alle elezioni. Mi correggo, qualcuno tale coraggio non ce l’ha nemmeno dato che un simbolo di partito non appare sui manifesti: li si nasconde, quasi fosse una vergogna". E poi un inciso sulla libertà di stampa: "Un certo tipo di stampa non dà risalto all’operato di Mo Bast: meglio non far sapere ai comuni attorno che a San Giuseppe Vesuviano è attivo un gruppo di cittadini che ce l’ha a morte con tutti i partiti. E questo perchè nei comuni attorno stanno già lavorando alle liste per le elezioni dell’anno prossimo. E’ vergognoso che la stampa nazionale non parli di ciò che sta accadendo in Sicilia, dove Beppe Grillo riempie le piazze e i candidati del PD, Sel, PdL non li calcola nessuno. A livello nazionale è già in atto una presa di coscienza: la gente è stanca dei partiti".
"L’ha ricordato Pietro Nardiello: di Mo Bast fanno parte persone che hanno preso parte alla lotta sui territori, che l’hanno vissuta concretamente e ha lasciato dei segni indelebili sulla pelle. Ci siamo opposti all’apertura della discarica più grande d’Europa che avrebbe condannato a morte San Giuseppe Vesuviano. C’eravamo noi, non c’erano le altre belle facce che compaiono sui manifesti. Certe cose vanno dette e vanno giustamente rivendicate".
Prende la parola Roberto Duraccio, candidato sindaco delle liste di Jamm e Mo Bast: "Noi vogliamo un paese normale, e in un paese normale ogni quartiere ha la dignità di essere al centro dell’attenzione. In un paese normale non si lasciano le scuole all’abbandono: gli edifici pubblici, dotati di impianti fotovoltaici, possono diventare economicamente autosufficienti. La scuole di San Giuseppe Vesuviano avranno in pochi anni la forza economica per proporsi come modello. Crediamo che non ci sia più bisogno di re, vicerè o imperatori: abbiamo bisogno di un’amministratore con la capacità di valutare, rione per rione, in che condizioni versa il paese. Abbiamo scelto in maniera molto semplice di parlare di quello che possiamo fare in questo paese: a San Giuseppe Vesuviano ci sono cinquemila pratiche di condono che non vengono chiuse con la licenza in sanatoria. Senza la regolarizzazione di ciò che è in corso non si può parlare di tutela del territorio. Un piccolo commerciante o un’impresa che ha necessità di soldi e si reca in banca con un fabbricato che è il frutto del sacrificio dei propri genitori non ha una lira senza la licenza in sanatoria".
Una parentesi sui diversamente abili: "Non ho capito una cosa, a San Giuseppe Vesuviano non ci sono diversamente abili? Sono costretti a chiudersi dentro le case? I nostri figli hanno diritto a vivere in un ambiente sano". Sui rifiuti: "Il 60% del rifiuto che noi vediamo in strada è umido: non ci vuole una grandissima spesa, basta dotare tutti i condomini e gli edifici pubblici di compostiere domestiche. Affianco a questa iniziativa, per ridurre il consumo di plastica, costruiremo una casa comunale dell’acqua presso la quale i cittadini potranno riempire le bottiglie in vetro al costo di 2 centesimi al litro. Con una politica di riduzione degli imballi, riorganizzando il calendario di raccolta dei rifiuti, abbattiamo di un ulteriore 20% il volume dei rifiuti. In soldoni, si può ottenere un risparmio dell’80% sulla Tarsu".
Sulla salute: "Non sento parlare nessuno, in questa campagna elettorale, della salute dei cittadini: è il momento di capire che non può venire nessun Santo può salvare questo paese, solo la volontà dei cittadini può cambiare le cose. Tiriamoci su le maniche e diamo un esempio di quello che siamo capaci di fare. In questi giorni un sacerdote impegnato nella tutela della salute dei propri cittadini, Don Maurizio Patriciello, è stato maltrattato da un’autorità dello Stato italiano. A tutte le ore in questi paesi si sente la puzza della morte: noi mettiamo a disposizione di questo paese un sistema anti-roghi. Faremo in modo che in questo paese non ci sia più la possibilità di incendiare un solo copertone".
Sui giovani e il lavoro: "Istituiremo uno sportello unico per le imprese, dove faremo convergere le energie e le competenze necessarie a guidare chiunque voglia aprire un’impresa". Infine, un appello al voto utile: "In queste ore bussano alle porte dei cittadini dei malfattori, dei vigliacchi che sanno solo usare lo strumento della paura. Chiedo a tutti di non avere paura: metteteli fuori dalla porta: dovete scegliere oggi di costruire il futuro per i vostri figli. Dovete avere il coraggio di guardare negli occhi i vostri figli. Un grande, Giovanni Paolo II, disse; non abbiate paura. Non abbiate paura, riprendetevi il paese. Il voto utile può andare solo a chi, come noi, ha avuto il coraggio di esporsi e di metterci la faccia".






