Unico argomento all’ordine del giorno: incompatibilità del consigliere Ambrosio Antonio Agostino.
I rapporti fra le due anime del centro destra sangiuseppese sono ormai all’arma bianca, nessuno dei contendenti perde occasione per assestare all’altro un colpo, meglio se sotto la cintola.
Un esempio eclatante, l’ultima campagna elettorale combattuta fino all’ultimo voto nel bacino di riferimento di Forza Italia: nessun programma, nessun progetto, solo guerra all’ultima voto e all’ultimo manifesto selvaggio. Ma veniamo al prossimo consiglio comunale convocato per martedì 10 giugno, ore 9.30, con un solo capo all’ordine del giorno: “Contestazione causa di incompatibilità nei confronti di un Consigliere Comunale ex art. 63 T. U. 267/00”.
Per tradurre dal burocratese all’italiano bisogna fare un passo indietro e raccontare tutta la storia. In occasione del consiglio comunale del 30/07/2013 la presidenza del consiglio comunale fece trovare ai cittadini intervenuti un cartello affisso sotto i quadri raffiguranti gli ex sindaci Ambrosio Antonio Agostino e Ambrosio Arcangelo: la didascalia ricordava il periodo in cui erano stati sindaci e i motivi per cui erano stati sciolti per infiltrazione camorristica. La cosa non finì là ed in occasione dell’assise del 2 agosto 2013 le targhette furono trafugate da ignoti. Il consigliere Antonio Agostino Ambrosio chiese al presidente De Lorenzo di far rimettere subito le targhette in quanto corpo del reato della causa da lui avviata a tutela della propria onorabilità.
Strano personaggio il consigliere Ambrosio: chiede per sé il rispetto dell’onorabilità e poi da oltre un anno occupa il web partecipando alla discussione su un sito che ha fatto dell’offesa gratuita, ad amministratori e cittadini, la propria bandiera. La presidenza del consiglio raccolse il suo invito ed in occasione del consiglio comunale del 21/10/2013 furono installate targhette nuove di zecca. Nel frattempo la causa minacciata da Ambrosio segue il suo corso e si scopre che i presunti responsabili, secondo il consigliere, sono il funzionario Miranda ed il sindaco Catapano in quanto persone fisiche e non rappresentanti delle istituzioni.
Una scelta poco condivisibile perché è il Comune, in quanto istituzione, ad essere responsabile degli atti avvenuti all’interno della propria area. Ma il consigliere Ambrosio sapeva benissimo che denunciare il Comune lo poneva in uno stato di incompatibilità rispetto al suo ruolo di consigliere comunale. Qualche giorno fa Miranda, messo sotto giudizio, ha comunicato al magistrato di aver agito per conto del Comune e dell’amministrazione comunale e non certo per iniziativa privata. Il magistrato ha convocato nel processo il Comune facendo scattare, in automatico, l’incompatibilità fra il consigliere Ambrosio ed il suo ruolo in consiglio comunale. Ecco spiegata l’incredibile urgenza nella convocazione dell’assise comunale senza passare per la conferenza dei capigruppo.
Al consigliere Ambrosio non resterà che dimettersi e continuare la causa o ritirare la querela, che sembra essere di 500.000 euro, e continuare a sedere in consiglio comunale. In ogni caso la partita sarà assegnata all’amministrazione Catapano. Ai cittadini resterà solo la perdita di tempo, e di denaro, in cui è impantanato il consiglio comunale a causa di questa guerra fatta a colpi di ricorsi al TAR e denunce a 360 gradi. Denunce che stanno arricchendo gli avvocati di entrambi gli schieramenti mentre il Comune è costretto ad applicare la massima aliquota sulle tasse comunali, la differenziata langue; i roghi tossici sono ripresi e la mobilità urbana è strozzata da mille privilegi privati.
La magistratura è alle prese con queste ed altre richieste: ricordiamo a tal proposito il contenzioso aperto sempre dal consigliere Ambrosio, sulla rotonda Falcone e Borsellino, un’opera strategica per le sgangherate vie cittadine che nei trent’anni di regno di Ambrosio e del suo gruppo non è stata neppure pensata. Invece il Comune si è dovuto difendere anche dagli attacchi di Trenitalia, società che mantiene la tratta Torre-Cancello come una discarica a cielo aperto e poi si ricorda, improvvisamente, del muro abbattuto a via Europa per fare largo alla rotonda.
Speriamo che questo consiglio comunale metta la parola fine su questa assurda guerra a spese dei cittadini e da subito inizi a lavorare solo per il benessere comune.






