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Napoli e tutti i distretti di Corte d”Appello d”Italia, si lamentano di una giustizia senza qualità, in attesa delle riforme. All”ordine del giorno anche la grave situazione delle carceri. Di Simona Carandente

Come ogni anno, oggi si compie il rito della formale inaugurazione dell’anno giudiziario, che chiama a raccolta magistratura, avvocatura ed operatori del diritto, con lo scopo di affrontare vecchi e nuovi problemi della giustizia in Italia.
In particolare, i penalisti napoletani saranno oggi a Napoli, presso la biblioteca di CastelCapuano, per partecipare come consueto alla cerimonia di inaugurazione, attraverso un incontro a tema dal titolo "la giustizia senza qualità". Al centro del dibattito, i temi connessi alla qualità della giurisdizione, ed a tutto quello che ruota intorno al processo penale, con un particolare sguardo a quelli concernenti l’informazione ed il pianeta carcere.

Nel corso della mattinata, verranno raccolti importanti spunti di riflessione, che saranno poi utilizzati in una tavola rotonda pomeridiana, avente ad oggetto la legislazione penale e le prospettive di riforma, attualmente oggetto di singoli provvedimenti in attesa di una profonda, e capillare, riforma della giustizia.
Alla manifestazione verrà altresì affiancata una forma di protesta, che vedrà gli avvocati penalisti astenersi dalle udienze in data odierna, manifestando così il proprio dissenso per la situazione politico- legislativa attuale.

Non solo a Napoli sarà viva la protesta: tutti i distretti di Corte d’Appello d’Italia, difatti, daranno vita ad altrettante celebrazioni, affiancando quella nazionale che si terrà a Roma sabato prossimo, con il compito unitario di far sentire la propria voce, portando le numerosissime problematiche della giustizia all’attenzione del governo, e delle autorità competenti.

Tra le priorità da affrontare a livello nazionale, e conseguentemente locale, la riforma dell’apparato burocratico della giustizia, da attuarsi ricorrendo a modello organizzativi pseudo aziendali, ricorrendo ad uno o più manager negli uffici principali, diffondendo un’adeguata informatizzazione, semplificando al massimo i riti processuali, incrementando al massimo la produttività dei giudici, aumentandone il numero ed introducendo altresì la figura dell’assistente del giudice.

Non verranno sottovalutate, invece, problematiche di più ampio respiro, come l’intollerabile situazione delle carceri italiane e la criticità nell’accesso agli albi professionali, da risolvere attraverso una politica che contenga il numero di iscritti al corso di laurea in giurisprudenza, dando poi vita ad un esame di stato rigoroso e sicuramente più meritocratico. (mail: [email protected])
(Fonte foto: Rete Internet)

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