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SANT”ANASTASIA. PUC: CONTINUA IL DIBATTITO

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Con questo secondo articolo, l”Associazione Civica neAnastasis continua a sollecitare il confronto sul Piano Urbanistico Comunale, offrendo idee e indicazioni.

ORGANIZZAZIONE URBANISTICA DEL TERRITORIO
(Continua da articolo N. 1)

EDILIZIA RESIDENZIALE
Molta intensa è stata l”attività edilizia a scopo residenziale nei decenni trascorsi. Ad oggi i vani abitativi esistenti si stimano a 36.000 circa, il che significa 1,3 vani per abitante.
Questa consistente attività è stata realizzata in applicazione del vecchio Piano di Fabbricazione e per effetto dell”abusivismo edilizio. Poco ha influito l”attuale Piano Regolatore. Confrontando l”edificato con quanto previsto dal Piano di Fabbricazione abbiamo stimato che 8000 vani siano stati realizzati abusivamente.

Il risultato pratico di quest”attività è che, tra edilizia residenziale legale, abusiva e quella di tipo economico e popolare (anche questa abbastanza cospicua), è stata data la possibilità agli Anastasiani di soddisfare ampiamente le proprie esigenze abitative.
Con l”avvento della legge regionale 21/2003, non sono più consentiti incrementi delle edificazioni a scopo residenziale in quanto occorre puntare alla decompressione della densità abitativa esistente, per mitigare il rischio vulcanico. Cosa difficile a far digerire agli abitanti.

Allo stato delle cose occorre convincersi che, al di là del rischio Vesuvio, la costruzione d”altri edifici abitativi comporterebbe un ulteriore flusso migratorio verso il nostro territorio che aggraverebbe il già grave deficit infrastrutturale esistente. Meglio assecondare la decompressione abitativa già in atto, quindi, ed orientare il nuovo strumento urbanistico, PUC, alla ristrutturazione del tessuto edilizio esistente.

Il Piano Strategico Operativo della Provincia, PSO, prevede diversi incentivi premiali, in termini di superfici, per demolizioni d”edifici residenziali con trasferimento della cubatura in Comuni all”esterno della Zona Rossa oppure all”interno ma con cambio di destinazione d”uso, per adeguamento ad usi diversi delle residenze, per adeguamento ai rischi esistenti, per realizzazione d”opere di salvaguardia territoriale, di servizi ed infrastrutture.

A tal fine occorre intervenire con priorità sul tessuto urbano più antico e degradato, approntare un deciso piano di recupero e riqualificazione, utilizzando in tal modo sia gli incentivi premiali in termini di superfici previsti dal PSO sia tutti gli altri incentivi statali per la qualificazione energetica degli edifici e la dotazione d”impianti a risparmio energetico e d”energia alternativa.
Occorre, ovviamente, un cambio di mentalità da parte degli operatori del settore edilizio perchè si orientino al recupero e riqualificazione dell”esistente, anzichè alla costruzione del nuovo.
(Continua al prossimo articolo)

neAnastasis
Associazione Civica

ARTICOLO N.1

APPROFONDIMENTI

P.S.
Per giungere ad un Piano effettivamente partecipato è necessario un confronto tra più parti. Le idee ed i suggerimenti che l”Associazione fornisce vanno nella direzione di stimolare il confronto, per “stanare” dalla pigrizia i “portatori sani” di idee (sane), quelli del “vorrei ma non posso”, “potrei ma non voglio”.
Si invitano i lettori ad offrire il loro contributo, attraverso la funzione “Commenta”.
La Redazione

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