L’impianto era stato chiuso venerdì per ordine del sindaco della cittadina ai piedi dei monti irpini. Ma un provvedimento del Tar ha sbloccato la situazione: sventata in extremis una nuova emergenza.
Stamane il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco di Tufino, Antonio Mascolo, con cui venerdi era stata disposta la chiusura del tritovagliatore di rifiuti indifferenziati provenienti da 62 comuni. Una decisione, questa, che stava per mettere in ginocchio l’intera area metropolitana di Napoli, capoluogo compreso.
Ma quando ormai sembrava che una nuova e brutale emergenza “monnezza” fosse ormai irreversibile il Tribunale Amministrativo Regionale, con un provvedimento cautelare richiesto dalla Provincia, ha sospeso il provvedimento del sindaco Mascolo. Provvedimento che sarà discusso nel merito il prossimo 14 novembre. Dunque, già a partire da quest’oggi lo stir di Tufino è rientrato in funzione. Intanto il primo cittadino del piccolo paese si ritrova con un avviso di garanzia spiccato dalla Procura di Nola, che gli contesta l’interruzione di pubblico servizio, e con una doppia denuncia firmata dall’amministratore unico della Sapna, Enrico Angelone (società della Provincia che gestisce stir e discariche pubbliche) e della giunta provinciale, guidata dal presidente facente funzione Antonio Pentangelo.
Mascolo stamane si è recato dal prefetto Francesco Musolino. Si è dichiarato “soddisfatto dalle assicurazioni fornite dal prefetto”. La popolazione locale che ospita lo stir di Tufino, in gran parte di origine contadina, contesta la presenza dell’impianto, che giudica inquinante e malgestito.
(Fonte foto: Rete Internet)







