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Prestigioso riconoscimento all’azienda agricola di Terzigno, fondata nel 1997 dalla famiglia Ambrosio. Vini e olio vengono esportati anche all’estero e nel futuro ci sarà sempre più spazio per i turisti

Comincia tutto col Vesuvio, finisce con una Chiocciola. La lettera maiuscola non è un errore: è il nome di un premio ottenuto dall’azienda agricola Villa Dora di Terzigno, precisamente si tratta dell’ assegnazione della Chiocciola Slow Wine 2014, la prestigiosa Guida edita da Slow Food. La Chiocciola è il simbolo assegnato ad una cantina per il modo in cui interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con Slow Food. Errato, casomai, è il verbo: “finisce”. Perché l’epopea di Villa Dora continua: l’azienda nel tempo si è consolidata ed ha raggiunto una posizione di prestigio nell’economia del territorio vesuviano. Merito del lavoro della famiglia Ambrosio, che fondò Villa Dora nel 1997.

L’idea di Vincenzo Ambrosio era quella di valorizzare una realtà territoriale da lui già ben conosciuta e ancor di più apprezzata per le grandi potenzialità naturali della terra vesuviana. Già nel 1995, due anni prima, la famiglia Ambrosio aveva programmato ed avviato una consistente opera di ristrutturazione delle coltivazioni esistenti nella tenuta di Terzigno (viti ed alberi di olivo), secondo i criteri del rispetto ambientale e secondo metodi di lavorazione che permettessero di avvicinarsi, quanto più possibile, ad una produzione di qualità. Poi sono venute le partnership con le Università: la Federico II di Napoli e la facoltà di Agraria dell’ Università di Pisa. E ancora, il lavoro sull’agricoltura biologica.

“Eppure la produzione di Villa Dora è rimasta fedele ai luoghi di origine. Partendo dai vitigni autoctoni presenti in questa terra da oltre duemila anni e da viti a piede franco, graziate dalla natura in quanto scampale alla terribile fillossera degli anni passati, produciamo lo storico vino del Vesuvio, il Lacryma Christi doc, che vanta trascorsi illustri e copiosamente documentati”. A spiegarlo è Giovanna Ambrosio, in tasca una laurea in economia del commercio internazionale e mercati valutari e tanta passione per l’azienda di famiglia. La collezione dei vini Villa Dora è costituita da due Lacryma Christi del Vesuvio Rosso, i cui nomi sono "Forgiato" e "Gelsonero", un unico Lacryma Christi Bianco denominato "Vigna del Vulcano”, un Lacryma Christi Rosato dal nome "Gelsorosa", un passito Campania igt chiamato "Gelsobianco".

La collezione viene, inoltre, completata dalla doc Vesuvio Bianco e Rosso. I vini Villa Dora hanno dimostrato di essere particolarmente longevi e di evolvere molto bene negli anni. È ancora Giovanna a spiegare il perché: “L’azienda è riuscita a proporre le verticali del Lacryma Christi con la declinazione delle annate recenti fino ad arrivare alla 2001 ( la prima annata prodotta). Particolare rilievo assume la verticale del Lacryma Christi del Vesuvio Bianco "Vigna del Vulcano", in cui l’annata più matura proposta è la 2002. E’ infatti insolito riuscire ad affinare in bottiglia un vino bianco per così tanto tempo ed è la prima volta che questo viene fatto con un Lacryma Christi del Vesuvio, riscontrando una freschezza anche nel colore che sembra non svelare gli anni trascorsi”.

Ma non c’è solo il vino. Grande rilievo viene dato pure all’olio. Dalla produzione dell’oliveto aziendale costituito da 1400 alberi, nasce infatti l’olio extra vergine di oliva. Le viti e gli alberi di olivo affondano le loro radici nella terra vulcanica composta da roccia, ceneri e lapilli. La roccia ed i lapilli consentono un ottimo drenaggio dell’acqua, mentre le abbondanti ceneri presenti conferiscono numerose sostanze fertili alle varie stratificazioni del terreno, createsi in seguito alle diverse eruzioni del Vesuvio. La gestione di Villa Dora è a carattere familiare. Tutte le fasi produttive, dalla coltivazione della vigna alla cantina, dalla raccolta delle olive alla molitura, si svolgono all’interno dell’azienda e sotto il controllo diretto del produttore. Ciò consente di avere una chiara tracciabilità dell’intera filiera produttiva. I vini Villa Dora, presenti anche all’estero, hanno registrato, negli ultimi anni, un ottimo incremento delle esportazioni, con riscontri in California, Illinois, Giappone, Germania, Belgio, Svezia.

E sulle prospettive future, Giovanna Ambrosio argomenta: “La nostra gestione si è concentrata anche sulla attività di ricezione turistica, soprattutto relativamente al turismo internazionale. Quotidianamente infatti , Villa Dora ospita turisti che visitano i vigneti, l’oliveto, la cantina con spiegazioni ed illustrazioni delle varie fasi di coltivazione e produzione. Le visite sono completate da Ovine tasting, oil tasting e degustazioni che vanno dall’assaggio semplice fino a diverse opzioni di buffet lunch e pranzo”.