Il capo della diocesi di Nola, Beniamino Depalma, ieri è stato durissimo durante l’incontro con i rappresentanti di 88 operai estromessi dalla fabbrica di Pomigliano.
"E’un sistema contro Dio, una dittatura del denaro: la logica del profitto è contro il Vangelo". Non ha usato mezzi termini il vescovo di Nola durante l’incontro di ieri mattina con gli 88 precari della Fiat, estromessi dalla fabbrica di Pomigliano quattro anni fa e ora rimasti con un sussidio di 450 euro al mese erogato alla fine di ogni quadrimestre, che durerà fino a dicembre. Il prelato ha ricevuto gli ex operai del Lingotto nel vescovado ed ha annunciato che entro giugno organizzerà una conferenza dei sindaci. “Non siamo più ventenni, siamo disperati, speriamo che almeno la Chiesa ci possa aiutare”, lo scoramento manifestato dagli ex operai dello stabilimento, molti quelli con moglie e figli a carico.
Metalmeccanici che hanno lavorato per anni nella Fiat di Pomigliano con contratti a termine o di apprendistato, fino al 2009, e che ora stanno sopravvivendo, si fa per dire, con una cassa in deroga molto ridotta. “Non possiamo restare passivi di fronte a questo problema”, l’esortazione di Michele Liberti, sindacalista della Fim-Cisl. “Chiediamo che ogni sindaco si prenda impegni”, ha ribadito Crescenzo Chianese, della Uilm. La sensazione è quella di un treno che potrebbe deragliare da un momento all’altro. “Abbiamo il compito di difendere il territorio contro questa crisi senza precedenti – ha detto Peppe Raso, esponente locale della Fismic – una depressione che non è finita mentre sono terminati gli ammortizzatori sociali. Intanto i politici non ci ascoltano”.
“E’ una situazione creata dalla dittatura del danaro e del profitto – le conclusioni sferzanti del vescovo Depalma – a questo sistema economico e politico non ci stiamo: non è questo il Vangelo, non è questa la fede. Se dimentichiamo questo vuol dire che abbiamo il diavolo in mezzo a noi”. Infine l’appello agli 88 ex Fiat: “Vi chiedo di non lasciare la speranza, perché con la speranza possiamo far cadere le cataratte a chi ha la responsabilità”. L’organizzazione di una prossima conferenza dei sindaci su questa vertenza è stata affidata a don Aniello Tortora, responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Nola. E’ un vulcano pronto a esplodere la questione Fiat in Campania.
Sono 1390, su 4515 addetti, i cassintegrati della grande fabbrica automobilistica di Pomigliano. Per loro la cig durerà fino al 31 marzo 2014. Cig che però scadrà tra un mese ai circa 1050 operai della Fiat-Marelli di Poggioreale ( 720 addetti dell’indotto dei componenti ) e del Wcl-Fiat di Nola ( 316 addetti della logistica ). Qualche segnale positivo è spuntato solo dalla Fga ex Fma di Pratola Serra dove l’arrivo della produzione del nuovo motore 1800 completamente in alluminio, destinato alle Maserati, ha un po’ ridotto gli stop in cassa integrazione. “Sul fronte degli ammortizzatori sociali sono convinto che la Regione Campania non lascerà soli i lavoratori di Fiat e indotto – ha fatto sapere Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – così come sono fiducioso che nel breve periodo possano giungere novità sul fronte occupazionale e produttivo”.
La protesta, però, monta. Fiom-Cgil, Slai-Cobas e Cobas l’altro giorno, nella sede dello Slai di Pomigliano, hanno stretto un’alleanza per bloccare le produzioni Fiat nei sabati di recupero produttivo: picchetti in vista per il 15 e il 22 giugno.






