Un agriturismo sociale per giovani e bambini nei beni regalati dall’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe. Don Tonino Palmese ieri ha battezzato l’iniziativa con il sindaco Russo e il consorzio Mediterraneo.
La fattoria sociale “Don Tonino Bello”, presidio di lavoro e welfare da dedicare al vescovo di Molfetta paladino della pace. Una struttura in grado di concentrare produzioni agricole che daranno lavoro ai giovani, di ospitare bimbi svantaggiati e non solo. Aspetto importante: non è il solito progetto da annoverare nel lunghissimo elenco delle pie intenzioni. Il terreno già esiste. E’uno spazio vasto, di 7mila metri quadrati, ubicato nella zona sud orientale di Pomigliano, in località Passariello. E’ stato regalato, o meglio, donato in comodato d’uso, dalla Curia di Napoli. Beneficiario della donazione: il consorzio Mediterraneo, associazione non-profit che opera soprattutto nel campo dei progetti per l’infanzia.
Ma anche nel difficile settore del riutilizzo dei beni confiscati. Decisivo in questo senso l’intervento del cardinale Crescenzio Sepe che ha donato il terreno su proposta del vicario episcopale dell’arcidiocesi di Napoli per il settore carità e pastorale sociale, don Tonino Palmese, il cui incontro con don Tonino Bello, scomparso nel 1993, diede ulteriore impulso all’azione sociale del docente di ecclesiologia, che è referente principale di Libera in Campania. Don Tonino nel primo pomeriggio di ieri ha consegnato sul posto, al consorzio Mediterraneo, la chiave del cancello che delimita l’ingresso del terreno appena donato, ubicato nei pressi dell’asse mediano, all’altezza dello svincolo di Pomigliano centro.
C’era il sindaco della città delle fabbriche, Raffaele Russo. “La fattoria sociale è un’iniziativa che ha già visto impegnati in questa direzione due vescovi, monsignor Marino, di Avellino, e monsignor Mugione, di Benevento – racconta don Tonino Palmese – e che è stata colta dal cardinale Sepe, il cui sogno è di far estendere questo progetto a tutti i vescovi del Mezzogiorno”. C’è il terreno e c’è anche la copertura finanziaria. A garantirla è la Banca Popolare Etica, banca che opera nel mercato con principi etici e che è nata nel 1999 per iniziativa, tra le altre, di Acli, Arci e Agesci. “Alla realizzazione della struttura – promette il sindaco Russo – si potrà giungere in tempi brevissimi, pochi mesi. Io stesso ho voluto far parte del comitato tecnico scientifico insediato in municipio: attiverò subito i canali per rimuovere gli ostacoli della burocrazia”.
Sono già sei le fattorie sociali sorte in territorio campano e che fanno capo alla rete creata dal consorzio Mediterraneo. Si trovano ad Avellino, Orta di casa Betania (Bn), Ponte (Bn), La Cinta (Bn), Chianche (Bn), e Roccabascerana (Av). Salvatore Esposito, psicologo infantile e presidente del consorzio, ne spiega struttura e funzionamento: “Sono edifici in legno che ospitano attività produttive e di servizi in grado di auto sostenersi economicamente”. Un felice mix di cultura cattolica e laica che ha portato alla realizzazione di coltivazioni di pregio e di servizi per i disabili e per il mondo dell’infanzia nel suo complesso. Una rete che finora è culminata con l’assunzione di 70 posti di lavoro a tempo indeterminato.
“A Pomigliano – specifica Esposito – abbiamo pensato di introdurre coltivazioni di ortaggi, produzione di miele, un agri-asilo, sorta di agriturismo per bambini, e un centro socio educativo, sempre per i bambini”. Il consorzio Mediterraneo è impegnato anche nel campo del riutilizzo bei beni confiscati. “A Pomigliano – conclude il sindaco Russo – puntiamo sul riutilizzo di un terreno di 15mila metri quadrati e di tre villette, beni confiscati al clan Foria”.
(Fonte Foto: Rete Internet)

