La Chiesa insieme agli operatori dell’ UOSM di Pomigliano, per scongiurare il trasferimento della sede centrale in altri territori.
La Società italiana di psichiatria ha presentato alcuni giorni fa a Milano una ricerca sulla salute mentale, dalla quale risulta che ci sono 17 milioni di italiani con problemi di salute mentali, di cui otto soffrono di disturbi d’ansia, quattro di depressione, quattro di insonnia e oltre un milione di disturbo post-traumatico da stress.
Un terzo dei malati manifesta la propria patologia in modo episodico, un terzo in modo ripetuto, e l’altro terzo in maniera persistente. Eppure, nonostante questi numeri, i fondi che la psichiatria riceve per la ricerca sono un decimo di quelli per i tumori. Secondo esperti i disturbi mentali sono uno dei problemi più gravi e diffusi di salute pubblica, in Europa come nel nostro Paese. A livello europeo sono infatti quasi 165 milioni i casi stimati, con il 14% della popolazione che soffre d’ansia, il 7% di insonnia e depressione. E in Italia non va certo meglio, con quattro cittadini su 10 che soffrono di qualche disturbo psichico. E le condizioni più disabilitanti sono depressione, demenza, disturbi da uso di alcol e ictus, e il perdurare della crisi economica aggrava il tutto.
Colpiti sono soprattutto i più poveri. Come evidenziato dai dati presentati, la prevalenza di disturbi d’ansia è doppia nelle persone con uno status socio-economico basso, così come i casi di depressione e di abuso di sostanze. Le donne sono i soggetti più esposti, con quasi il 40% colpito nelle fasce più svantaggiate, e il 27% in quelle più abbienti. In Italia, poi, il problema è reso ancora più grave dalla drammatica carenza di cure, nonostante le malattie mentali siano una delle maggiori cause di disabilità. Infatti, secondo i dati della Società italiana di psichiatria, solo l’8-16% delle persone con problemi di salute mentale può contare sull’assistenza un professionista, e appena il 2-9% riceve un trattamento adeguato.
Una decina di giorni fa ho partecipato all’inaugurazione del Centro d’ascolto per i lavoratori, ubicato a Pomigliano presso il centro Borsellino. E’ un servizio importante che è nato per rispondere ad un’esigenza del nostro territorio. E’ importante cercare di risolvere i disturbi di carattere sociale (dovuti a perdita o assenza di lavoro) prima che sfocino in patologia, con tutte le conseguenze drammatiche del caso. Persone disperate, con senso di frustrazione, di fallimento, con perdita di auto-stima e con problematiche connesse alla crisi economica, possono e debbono trovare un punto di riferimento, un accompagnamento, da parte della comunità, che li aiuti a dare un senso alla loro vita.
A Pomigliano funziona bene, da anni, uno dei primi centri di igiene mentale della nostra regione. Ma una scelta scellerata (che pensiamo possa essere scongiurata con la mobilitazione dei cittadini) sta mettendo a rischio l’ubicazione a Pomigliano della Unità Operativa di Salute Mentale (UOSM). Ho partecipato anche ad un’assemblea degli operatori (medici, infermieri, assistenti sociali e amministrativi) per cercare insieme modalità di “lotta cittadina”, allo scopo di evitare che la sede e gli stessi servizi siano trasferiti in altri territori. Pomigliano è (ancora) la città delle fabbriche e questo servizio non può e non deve essere spostato in altre città. Sembra ai più che certe decisioni piovute dall’alto non tengano in conto il bene comune, ma solo interessi politici o di parte.
La nostra città già soffre la crisi del lavoro, della chiusura di tante imprese, della cassintegrazione e della precarietà per tanti giovani. Non può permettersi il lusso di perdere altri pezzi importanti della vita sociale. Se proprio si deve “tagliare”, si tagli sugli sprechi, sugli stipendi e pensioni d’oro, ma non sulla Sanità. Il cittadino ha diritto ad essere curato e bene. Non si può speculare, ancora una volta, sulla pelle della povera gente. Da domenica stiamo raccogliendo firme nella parrocchia del Rosario di Pomigliano per far sentire la nostra voce alle Istituzioni. I locali ci sono a Pomigliano. Basta solo “vederli” e “utilizzarli”. E il tutto GRATIS.
(Fonte foto: Rete Internet)

