Da circa un mese l’Ufficio Postale di via Roma ha chiuso il parcheggio al pubblico. Ad esso potranno accedere solo i dipendenti.
Quando alcuni anni fa l’Ufficio Postale di Ottaviano fu spostato dagli angusti uffici al piano terra della casa comunale di Piazza Municipio per essere allocati nel moderno edificio di Via Roma si fece una gran festa. Finalmente anche Ottaviano aveva il suo moderno Ufficio Postale con un grosso parcheggio adiacente. Si era fatto un notevole passo avanti.
Purtroppo da qualche mese la direzione dell’Ufficio ha deciso di chiudere il parcheggio ai veicoli privati permettendo l’ingresso solo alle auto dei dipendenti, mentre gli utenti possono accedere solo attraverso un varco pedonale ricavato nella cancellata e non più largo di 70 centimetri con un paio di scalini visto che il parcheggio in quel punto è sottoposto al marciapiedi. Nessun accesso per i disabili è previsto, occorre chiedere alla guardia armata l’apertura del cancello automatico per tale accesso.
Per fare un esempio pratico, una persona che ha difficoltà motorie può accedere all’Ufficio Postale di Via Roma in due modi. Uno, può lasciare l’auto in Piazza Mercato e si fa i circa duecento metri di asfalto sconnesso per strada visto che non vi sono marciapiedi. Arrivato al cancello bussa e la guardia, se lo vede, apre. Restano da fare gli ultimi 20 metri in salita del parcheggio per arrivare alla porta che accede al lussuoso locale con aria condizionata. La seconda ipotesi è che una volta giunto al cancello principale con la sua auto, l’utente può usare il clacson per farsi aprire, nel frattempo il traffico si blocca perché in quel punto la strada è ad una sola corsia con tanto di serpentone. Una volta dentro non gli resta che sperare che nessun dipendente abbia lasciato l’auto davanti all’ingresso principale nel qual caso gli resterebbe da fare solo i 20 metri in salita del parcheggio.
Abbiamo chiesto spiegazioni al direttore dell’Ufficio il quale senza il minimo imbarazzo ha confermato che le auto comodamente parcheggiate davanti all’ingresso erano dei dipendenti e che se la chiusura del cancello non era stata fatta il giorno dell’inaugurazione era perché non avevano i fondi per il cancello. Nessuno dei presenti ha ritenuto intervenire o protestare, anzi qualcuno sorrideva ritenendo le domande fastidiose.
Forse in un paese normale il comportamento della direzione di Poste Italiane sarebbe fortemente stigmatizzato dalla politica, non sarebbe possibile che un’Azienda privata venga gestita in questo modo: privatizzando gli utili e scaricando i costi sociali sulla comunità. Oggi Poste Italiane lavora in molti settori ancora in regime di monopolio, alcuni servizi finanziari vengono offerti a basso prezzo per essere disponibili ad una clientela che in caso contrario non avrebbe accesso al sistema bancario e quindi ciò garantisce all’Azienda un cospicuo flusso di clientI che non trova sbocco sul libero mercato. Forse è questo il motivo delle risposte sbrigative del Direttore dell’Ufficio Postale di Via Roma.
Bisogna dire che il concetto applicato dall’ufficio di Via Roma ad Ottaviano non è nuovo; anche la grossa struttura sanitaria a monte della cittadina applica le stesse regole con la variante che ad essere messe fuori sono pure le auto dei dipendenti creando un grosso problema di viabilità ai residenti della zona a monte del paese. In questo caso si è risposto costruendo un grosso parcheggio a pagamento a poca distanza, ma chi ha problemi economici non ha alternative: parcheggia dove capita. Nei paesi del Vesuviano, dove l’abusivismo e la mancata programmazione hanno fatto danni irreversibili, non è più possibile ragionare in questi termini.
Occorre cambiare registro, ognuno ha il dovere di concorrere al benessere comune in base alle proprie capacità, esattamente come recita la Costituzione. Privatizzare gli utili e socializzare i costi non è più accettabile.

