Gerardo Giannone, discusso esponente politico e sindacale del grande stabilimento automobilistico, in una lettera chiede al sindaco Raffaele Russo, una conferenza territoriale. Obiettivo: il rientro di tutti nell’impianto, a rotazione.
Un tavolo territoriale, con i sindaci e con gli esponenti regionali di Cgil, Cisl e Uil per chiedere a Marchionne la rotazione nella Fiat di Pomigliano di tutti gli operai, compresi i 1380 addetti in cassa integrazione a zero ore da anni.
L’idea è stata messa nero su bianco in una lettera spedita al sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, berlusconiano militante del centrodestra locale, dall’operaio Gerardo Giannone, un dipendente della Fiat di Pomigliano particolarmente inviso alla Fiom a causa della sue posizioni politiche e sindacali. Giannone infatti si definisce un “comunista” ma ha la tessera della Fim-Cisl, sindacato di ispirazione cattolica ed ex democristiana nonché firmatario dell’accordo Panda e del successivo contratto dell’auto (entrambi non firmati dai metalmeccanici della Cgil poiché ritenuti “in deroga al contratto nazionale e ai diritti più elementari dei lavoratori, tra i quali il diritto di sciopero”). Non è finita.
Il quarantenne operaio di Casalnuovo ha fondato un’associazione dal nome di chiara ispirazione marxista, “Classe Operaia”, ma nello stesso tempo, in tutti questi anni di conflitto tra il Lingotto e la sinistra politica e sindacale, ha attaccato un giorno si e l’altro pure il sindacato diretto da Maurizio Landini. Notoriamente ottimi, inoltre, i suoi rapporti personali con i dirigenti più, come dire, “anticomunisti” della grande fabbrica automobilistica. Insomma, sembra un po’ tutto e il contrario di tutto questo personaggio spuntato dalle cronache sulla realtà industriale, e non solo industriale, più importante del Mezzogiorno, la Fiat di Pomigliano, appunto. Anche nella lettera al sindaco Russo Giannone non disdegna qualche stoccata alla Fiom e ai Cobas.
“Credo che anche Lei – scrive Giannone – sia disgustato dalla continua presenza fuori la nostra fabbrica di persone che nulla c’entrano con gli operai e con il lavoro e che anzi sfruttano forza mediatica dello stabilimento G.B.Vico Fiat di Pomigliano per pubblicizzare, a costo zero, le loro organizzazioni: tutto questo ormai e divenuto inaccettabile!”. Il riferimento è ai due picchetti effettuati a giugno davanti allo stabilimento “contro i sabati di recupero produttivo al posto del rientro dei cassintegrati” e a quello, più recente, di venerdì 27 settembre, messo a segno dai Cobas del comitato cassintegrati e licenziati Fiat e dal Si Cobas.
Giannone, però, insiste e chiede sostanzialmente al sindaco di “premere affinché si possa giungere a Pomigliano alla rotazione totale di tutti i lavoratori”.
Ecco il testo integrale della lettera di Giannone
Caro Sindaco,
Non perdiamo l’occasione di dare tranquillità agli operai Fiat in cig… un incontro pubblico fra i sindaci del circondario con le segreterie confederali regionali di CGIL, CISL E UIL sarebbe una grande cosa… Sono due anni che chi sta in cig non sente il sindacato parlare con loro. Insomma, non si fanno assemblee pubbliche ed anche quelle fatte in fabbrica hanno eluso la questione dei cassaintegrati… certo, so bene che esporsi pubblicamente non sempre giova a chi lo fa, ma l’opportunità di chiarire definitivamente con la Fiom la questione Pomigliano e troppo importante per pensare che tutto vada male.
Il 28 maggio 2013 le confederazioni nazionali di CGIL, CISL E UIL hanno trovato un accordo sulle regole, tocca ora alle categorie far si che ritorni la pace sindacale e quando questo non avviene come per la Fiat tocca a noi operai e a voi istituzioni più vicine sgombrare il campo da ogni demagogia e da ogni pretesto affinché gli operai non siano vittime di uno scontro di potere.
Circa 15 giorni fa presso il municipio di Casalnuovo si è svolto un incontro che andava in questo senso. Ora Lei che e il diretto responsabile della "mission" affidata da altri 4 sindaci tiene fermo il percorso di liberazione degli operai.
Conosco la sua storia e la sua forte sensibilità verso chi sta in difficoltà , ed è per questo che mi sorprende vederla taciturno ed in silenzio dinanzi allo sfacelo umano ed economico di 1380 operai. La rotazione per tutti in ogni reparto significa spalmare le difficoltà produttive dell’azienda su tutti i soggetti invece di vedere una parte che lavora quotidianamente e un’altra che quotidianamente soffre… faccio appello al suo senso di responsabilità ed al suo coraggio affinché dalla politica noi lavoratori troviamo le risposte che purtroppo non troviamo in altri soggetti…
Credo che anche Lei sia disgustato dalla continua presenza fuori la nostra fabbrica di persone che nulla c’entrano con gli operai e con il lavoro e che anzi sfruttano la mediaticità dello stabilimento G.B.Vico Fiat di Pomigliano per pubblicizzare, a costo zero, le loro organizzazioni: tutto questo ormai e divenuto inaccettabile!
La stessa Fiom che avendo avuto giustizia dalla Corte costituzionale sulla sua presenza in fabbrica non vuole capire che salvaguardare i lavoratori significa finirla con lo scontro perenne… La fabbrica, la nostra fabbrica, non è un luogo di scontro e meno che mai un’ aula di tribunale…
Pertanto chiedo a Lei di assumersi la responsabilità di convocare i sindacati e altri sindaci con lo scopo di ricreare un clima pacifico che ci permetta di intavolare con la Fiat un ragionamento di rotazione totale per tutti i lavoratori di Pomigliano…
Sicuro che questo appello non cadrà nel vuoto, rimango come tanti altri colleghi in silenziosa attesa.
30 settembre 2013, Gerardo Giannone





