Sarebbe una buona soluzione. Accontenterebbe gli appassionati dello sport della pesca. E i canoisti. E il mercato “d”e piscitielli ‘e cannuccia”, che a Ottaviano è già fiorente, ne riceverebbe un forte impulso. Le foto
Cerrto, la tempesta che si è scatenata su Ottajano tra le ultime ore della notte del 29 settembre e l’alba del 30 è stata assai violenta: intorno alle sei, la massa di pioggia era tale da stemperare anche il baleno dei lampi.
Stanno per arrivare, o sono già arrivati?, i soldi che consentiranno a via Cesare Augusto di assumere l’aspetto del disastro definitivo, mentre ora deve accontentarsi dello “stato“ di rovina parziale: in attesa degli eventi, la strada si è presa l’ultimo sfizio, ci ha dimostrato che potrebbe essere il letto di un fiume. Del resto, qualche storico ha scritto che da queste parti scorreva il Veseri: che forse era solo il vallone Rosario, ma non sottilizziamo. Come letto di fiume, via Cesare Augusto se l’è cavata abbastanza bene, stanotte: l’acqua trascinava giù dalla montagna pietra e terra e avvitandosi in graziosi mulinelli copriva quasi per intero le ruote delle auto parcheggiate.
Devo dire che anche in questa circostanza, come nel mese d’agosto, quando ci fu una tempesta poco meno violenta, ho notato che la corrente si ingrossa e si precipita a valle più rapidamente sul lato sinistro della strada che sulla parte opposta: e non mi pare giusto. Bisognerebbe riequilibrare il letto del fiume, per consentire a chi si diletta di pesca di praticare questo sport filosofico anche dalla sponda di destra: e per non creare problemi ai “piscitielli di cannuccia“.
In attesa che via Cesare Augusto conosca il suo destino – sarà il letto di un fiume o un disastro definitivo di strada ? – sarebbe opportuno che i tecnici cercassero di capire perché il flusso d’acqua che scende da “sopra“ è grosso anche quando la pioggia non è molto intensa, perché, quando piove forte, il sistema di assorbimento diventa subito inefficace e da dove le acque trascinano via pietre e terra. Se no, anche quando cade una pioggerella sottile e lenta, bisogna scomodare, per interventi urgenti, le ditte attrezzate per gli interventi urgenti: e non possiamo continuare a approfittare della loro disponibilità.
Intorno alle sette e trenta, via San Severino era tutta coperta da un denso e pericoloso impasto di fanghiglia, pietre e qualche ramo spezzato. Poi sono arrivate le auto dei papà e delle mammà che portavano i figli a scuola: e cosa sia accaduto nel circuito via Cesare Augusto- accesso alla scuola del Carmine – accesso a via Trappitella – via San Severino, è facile immaginarlo: spero che qualcuno si convinca, definitivamente, che via Cesare Augusto è la sola via di fuga di questa nostra città.
La fotografia di apertura mostra in quali condizioni l’acqua sbrigliata ha ridotto lo studio di un noto medico, che sta sul lato sinistro della strada, e che ogni giorno viene frequentato da decine di pazienti mutuati. Il dottore non ha potuto svolgere la sua attività: e ciò ha creato serie difficoltà ad alcuni pazienti, e a lui stesso: per le ragioni della sua sensibilità prima ancora che per gli obblighi connessi alla funzione. Credo che nello studio di un medico – soprattutto se è un medico della mutua – si svolga attività di interesse pubblico: perché sottolineo la cosa? perché mi va di farlo: perché una volta lessi che se non hai l’ombrello e prendi troppa acqua in testa, non rischi solo di beccarti un raffreddore, ma anche che la tua memoria si spappoli. E non è una bella cosa.






