Cigl, Cisl e Uil si uniscono per sostenere i diritti del personale infermieristico del nosocomio nolano. Il direttore dell’ospedale Luigi Stella Alfano : “Ci saranno assunzioni o traferimenti”.
Carenze strutturali e di personale: ancora una volta sono questi i problemi con cui devono fare i conti degenti e operatori dell’ospedale S. Maria della Pietà di Nola. L’annuncio, risalente a pochi giorni fa, della riapertura del reparto di rianimazione e di nuove sale operatorie segue e precede le critiche, mosse da più parti, sulle lungaggini dei lavori commissionati dalla direzione dell’ASL Napoli 3 Sud, che porteranno al rifacimento del reparto di pronto soccorso e all’aumento del numero da due a sei delle sale operatorie.
Lavori che, però, si protraggono oramai da sei anni circa e lasciano in una prolungata condizione di emergenza il nosocomio nolano, in caduta libera dal ridimensionamento regionale della sanità avvenuto nel 2008, che ha ridotto da tredici a sette le aziende territoriali, accorpando nell’unità di Nola-Pollena Trocchia servizi medici per una popolazione di circa duecentomila abitanti. Le prime lamentale sono giunte da alcune associazioni nolane, guidate dal gruppo Civitas, che da mesi si riuniscono avendo come oggetto permanente di discussione lo stato del presidio sanitario locale. Alle osservazioni dei cittadini si sono unite quelle del personale infermieristico, lo scorso 1 ottobre rappresentate dai sindacati Cigl Cisl e Uil in un incontro con il direttore sanitario Luigi Stella Alfano.
La denuncia degli infermieri dell’ospedale S. Maria della Pietà, che arriva a seguito di precedenti sollecitazioni, è stata resa nota da un comunicato stampa diffuso dal responsabile della Cgil Zona Nolana, Salvatore Velardi, nel quale sono enunciati i disagi in cui quotidianamente incorrono gli operatori infermieristici. Turni di lavoro "estenuanti e massacranti", come si legge nel comunicato, che inficiano la qualità del servizio medico e che finiscono per ripercuotersi sulla degenza degli ammalati ospitati presso la struttura, spingono i sindacati ad intervenire; l’unione funzionale di tutti i reparti omologhi degli Ospedali Riuniti è la richiesta che si legge nel documento, al fine di ottimizzare le esigue risorse presenti per un’utenza relativa ad una vasta area territoriale. Almeno sette gli infermieri aggiuntivi richiesti per calmierare la situazione dell’ospedale nolano.
Dinanzi a tali richieste temporeggia Luigi Stella Alfano che riconosce i disagi del personale e segue le disposizioni della direzione Asl: "L’esigenza di personale è la stessa che va avanti da tempo ed è sempre più determinante sull’efficienza dell’ospedale" – dichiara – "stiamo sopperendo a queste necessità nei limiti del possibile mentre aspettiamo le decisioni dell’azienda. In qualche modo si risolveranno le criticità: ci saranno assunzioni o trasferimenti". A completare il quadro di tensioni che ruotano intorno al presidio sanitario locale si aggiunge una vicenda interna alla Federazione Sindacati Indipendenti, che vede in conflitto il segretario territoriale di Napoli della Federazione, Antonio Cascone, con il referente aziendale per l’ASL Na 3 Sud, Salvatore Raffaele Ambrosino. Una questione che interessa ma non coinvolge l’ospedale nolano, per il quale sembrano oramai maturi i tempi di consegna del nuovo pronto soccorso.

