Conosciamo i quattro aspiranti sindaci che si fronteggeranno nelle primarie del prossimo 9 marzo. Senza l’appoggio di partiti e associazioni si presenta Maurizio Costagliola, nome a sorpresa di questa prova generale in vista delle comunali di maggio.
Ha stupito con la sua candidatura alle primarie del centro-sinistra e continua a farlo con il suo stile non convenzionale. Maurizio Costagliola, uno dei quattro aspiranti sindaci della coalizione “Nola che cambia”, è un tipo a cui le categorie vanno strette. Pur essendosi avvicinato giovanissimo alla politica, con un’esperienza proprio alle elezioni comunali del 1990 nell’ambito di una lista civica dicentro-sinistra, nel corso degli anni Costagliolasi è dedicato ad altro, coltivando una particolare passione, quella per la massoneria. Conosciamolo.
Chi è Maurizio Costagliola? Si racconti descrivendo un suo pregio e un difetto.
Ho quarantaquattro anni e sono nato e cresciuto a Nola. Sono iscritto all’albo dei promotori finanziari e attualmente sono agente di commercio. Un pregio che mi riconoscono è la capacità di saper comunicare con tutti, un difetto è l’irruenza. Sono un passionale e questo a volte mi porta a passare dalla ragione alla parte del torto.Nel tempo libero mi dedico a diverse attività associative, sia di ambito locale che nazionale, tra cui Grande Oriente d’Italia. Solitamente c’è diffidenza nei confronti della massoneria ma solo perchè è stata vittima dell’oblio storico, nonostante abbia invece gettato le basi per l’unità di Italia. E Nola, con i moti del 1820 ne è testimone. Oggi stiamo vivendo una stagione diversa, è una grande scuola di libero pensiero che rispetta le leggi dello stato ed è all’insegna della tolleranza.Quella in Grande Oriente d’Italia è un’esperienza di cui vado fiero e che per me ha rappresentato una palestra di democrazia ed uguaglianza.
Cosa l’ha spinta a proporsi per queste primarie?
La mia candidatura parte dalla base, dai singoli. Da un gruppo di amici che, di fronte a questa situazione di lassismo in cui versa la nostra città, ha deciso di metterci la faccia e di diventare parte attiva. Non è stata catapultata da nessuna istituzione di alcun tipo nè da alcun partito. Tengo a dire, infatti, che non ho intenzione di organizzare incontri pubblici e non ho intenzione di spendere neanche un euro. La campagna elettorale la faccio dal divano di casa mia, solo comunicando la mia partecipazione: non vado a chiedere i voti. La mia è una candidatura trasversale, più delle persone che del partito.
Come si sta rivelando questa esperienza delle primarie?
A dir la verità, non c’è mai stata grande serenità. Dal momento in cui ho presentato la candidatura, sono stato subito attaccato. Penso che un po’ sia stato minato lo spirito delle primarie, con PD e Sel che partecipano con i propri candidati siamo già in campagna elettorale e non in quell’allargamento della competizione che, secondo me, dovrebbero rappresentare le primarie.
Cosa crede si aspettino da lei i suoi sostenitori?
Gettare le basi per costruire una nuova forza di centro-sinistra, partendo dai principi che stanno ispirando Matteo Renzi. La sinistra locale purtroppo, oltre ad aver partecipato in passato alle spartizioni del territorio, non ha mai saputo costruire un’alternativa perchè non ha mai saputo ascoltare le esigenze delle persone. Al di là dell’esito di queste primarie, noi vogliamo dare vita ad un nuovo percorso.
Cosa salva e cosa getta degli ultimi cinque anni dell’amministrazione comunale?
La cosa peggiore è stata senz’altro la sudditanza da Paolo Russo, sfociata nel favoritismo e nel voto di scambio. La cosa migliore, che riconosco ad alcuni consiglieri, è invece la capacità di ascoltare la gente ed essere presenti ai problemi del territorio, senza per questo scadere nel clientelismo. Un esempio? L’attività svolta da Enzo De Lucia per Polvica, frazione storicamente trascurata dalle amministrazioni comunali.
Secondo lei, qual è il punto di forza di Nola?
La sua storia, i beni culturali, il patrimonio storico-artistico perennemente bistrattato da questa stessa città.
E quale è invece il punto debole?
Il punto debole di questa città è la sua mentalità piccolo-borghese. Un modo di pensare che spesso ha portato persone capaci e coi requisiti giusti a rimanere a casa per favorire il candidato di turno. Tutto questo dovrà finire. Mi auguro non dovrà più succedere che, come si suole dire, “le sciabole stanno appese e i foderi combattono”.
Secondo lei, qual è la prima qualità che deve avere il futuro sindaco di Nola?
L’umiltà, deve essere una persona umile e con spirito di servizio.
Ha già previsto quale sarà il primo intervento qualora diventasse sindaco di questa città?
Credo che la prima cosa da fare sia azzerare gli organi dirigenziali del comune,il tasto dolente della macchina amministrativa, come hanno dimostrato gli ultimi scandali che lo hanno interessato. Talvolta la burocrazia è più potente della politica.
Definisca con un aggettivo la Nola che vede di qui a 5 anni con lei sindaco. Nola sarà una città:
Sarebbero così tanti gli aggettivi sperati:soprattutto spero che Nola sarà una città vivibile e fruibile in tutte le sue aree, comprese le periferie.
(>Fonte foto: Rete internet)

