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lunedì, Gennaio 24, 2022

Nola. Mega incendio nella frazione di Polvica, silenzio dalle istituzioni

Le fiamme, domate due giorni fa, hanno generato una nube tossica che ha raggiunto l’abitato di quattro comuni della zona.

A due giorni dallo scoppio dell’incendio, domato dopo ben 18 ore, che ha interessato il deposito di una fabbrica di fuochi e razzi nella località di Polvica, l’associazione “Rifiutarsi”, che ha immortalato lo scempio, lamenta l’imbarazzante silenzio delle istituzioni.

Il rogo, come testimoniato dai membri dell’associazione, è stato infatti così violento che ha provocato feriti tra i pompieri e ha generato un’enorme nube tossica visibile in tutto l’agro-nolano. A bruciare, enormi quantità di zolfo, poliuretano e magnesio. Le fiamme hanno iniziato a diramarsi intorno alle tre di pomeriggio di venerdì 26 Aprile ma l’incendio, le cui cause sono ancora da accertare, è stato domato solo ieri mattina dai vigili del fuoco, che hanno provato a soffocare le fiamme con materiali speciali. “L’aria a ridosso della zona – testimoniano i membri di Rifiutarsi – risulta altamente irrespirabile. Si tratta di una vera e propria nube tossica che il vento sta depositando sui terreni circostanti e trasportando nelle case vicine”.

La nube ha infatti raggiunto la zona abitata di Polvica di Nola e successivamente i comuni di Cicciano, Comiziano e Tufino. La pioggia, inoltre, ha fatto ricadere tutti i residui della nube tossica di zolfo, poliuretano e magnesio tra le campagne di Cicciano, Camposano, Comiziano, Tufino e Nola: “Resta da capire – dichiarano – cosa ne sarà di tutti i prodotti nei campi circostanti. Invitiamo tutta le persone della zona a chiudere le finestre delle proprie abitazioni e a recarsi subito in ospedale in caso di malore. Chiunque accusi dolori o altro legato all’inalazione dei fumi della nube deve farsi fare un referto di tutto da un medico legale in modo da poterlo allegare ad un’eventuale denuncia”.

All’indomani del disastro, ancora molti sono gli interrogativi circa la natura dell’incendio e le conseguenze in termini di salute pubblica. Le cause scatenanti sono infatti ancora da stabilire o, anche se accertate, non sono state rese note alla cittadinanza. Il pericolo, manifestato anche dai membri dell’associazione, potrebbe riguardare non solo l’incolumità dei cittadini, ma anche le coltivazioni della zona.

“Quando l’incendio era in corso – dichiarano – né l’Ufficio stampa né la Protezione Civile dei territori interessati dalla nube, ossia dei comuni di Cicciano, Comiziano, Tufino e Nola, sono intervenuti. Inoltre, dopo due giorni nessuna delle quattro amministrazioni locali si è premunita di avvertire i propri cittadini in caso di rischi per l’incolumità pubblica”.
(Fonte foto: www.rifiutarsi.it)

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