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domenica, Luglio 3, 2022

Maxi tragedia a Monteforte Irpino: 38 morti e 10 feriti

Un Granturismo si schianta violentemente contro il guard rail e precipita in una scarpata. Due le ipotesi più accreditate sulla ricostruzione della vicenda. [VIDEO E FOTO ]

Ieri sera, alle 21,00, un pullman proveniente da Telese Terme in viaggio sull’A16 in direzione Napoli si è schiantato violentemente contro un guard rail all’altezza di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino.

Dopo essersi trascinato per oltre 100 metri sulla strada in discesa, giunto ad una curva a gomito sulla sua sinistra, è volato per ben 25, precipitando in una scarpata dopo aver devastato le barriere di contenimento del viadotto Acqualonga. Il bilancio delle vittime è sconcertante: 38 morti e 10 feriti gravi. Di questi ultimi sei bambini tra i 9 e i 12 anni sono stati trasportati all’ospedale di Nola. I passeggeri, 48 in totale, compreso l’autista, in gran parte anziani, provenivano dalle zone di Pozzuoli, Marano, Mugnano di Napoli e Giugliano in Campania. Nell’elenco dei deceduti anche una ragazza del ’91. I sopravvissuti sono stati trasportati d’urgenza sulle ambulanze del 118 e ricoverati nei nosocomi più vicini, a Monteforte e Avellino.

Sul posto polizia, carabinieri, guardia di finanza, protezione civile e Croce Rossa. La vicenda, sotto il controllo degli uomini del comandante Salvatore Imparato della stradale di Avellino e monitorata dal procuratore della Repubblica, Rosario Cantelmo, è molto complessa. Sul ponte dell’autostrada, infatti, un altro terribile incidente ha visto coinvolte 15 autovetture nello stesso arco temporale, riportando 15 feriti.

Due le ipotesi più accreditate: la prima è che il conducente del Granturismo organizzato dalla società Mondotravel di Giugliano, viaggiando a velocità sostenuta, si sia accorto dell’incidente davanti a sé troppo tardi e abbia cercato di evitarlo come meglio possibile, ma un’avaria inaspettata ai freni non avrebbe permesso di portare a termine l’azione di salvataggio delle persone a bordo nel punto in cui si era reso evidente il restringimento della carreggiata; l’altra, invece, è che sia stato proprio lui l’artefice del secondo scontro procurando un tragico tamponamento a catena. Fatto sta che i passeggeri a bordo, secondo le prime ricostruzioni, non sono morti subito, il decesso sarebbe giunto con lo schianto finale nella scarpata.

Doveva essere una felice giornata di ritorno dal soggiorno a Telese Terme, nessuno poteva immaginare che, dopo la breve sosta a Pietrelcina, qualcosa di terribile per loro e indimenticabile per i familiari straziati dal dolore li avrebbe attesi. Nel silenzio rispettoso dei giornalisti e dei curiosi sopraggiunti da lì a poco, i pianti e le urla di dolore dei parenti, che non avrebbero mai più riabbracciato i cari, hanno reso ancora più buia la notte: qualcuno, gridando, rivoleva indietro “Pietro”; qualcun altro, invece, ha preteso di vedere il luogo in cui i suoi genitori avevano concluso l’esistenza. Poi una ragazza, completamente shockata, alla notizia della morte di suo padre ha minacciato lo svenimento.

Scene difficili, come quelle dei corpi esanimi estratti dalle lamiere del pullman turistico. Su di loro è stato steso il telo bianco prima dell’arrivo delle onoranze funebri. Il sindaco di Monteforte Irpino, Antonio de Stefano, ha dato ordine di adibire a camera ardente una palestra comunale, in una scuola elementare nei pressi dell’ospedale della città, operativo solo in parte. Continuerà lo strazio per i familiari, che dovranno riconoscere tra quei corpi lacerati i loro parenti. Tutti sono intervenuti rapidamente: le ambulanze del 118 sono arrivate in un numero oltremodo consistente dalle principali città della Campania per prestare il soccorso più completo.

Intorno alle 22,00, ad un’ora dall’incidente, l’Anas aveva già impedito al traffico delle auto di andare oltre l’uscita Avellino Ovest, indirizzandolo verso la SS 7 bis e quindi in direzione di Mugnano del Cardinale. Da lì già si respirava aria di morte, bastava ascoltare il responsabile de “il Punto” dialogare con i suoi colleghi del 118, ma nessuno tra i conducenti avrebbe potuto sapere che a pochi chilometri si stava consumando una tragedia come poche. Resterà, purtroppo, viva la memoria collettiva dell’impressionante quantità di veicoli delle forze impegnate e delle bare ormai coperte e portate via dai carri funebri. Intanto alle 3,30 di questa mattina una gru è riuscita a sollevare la prima parte del pullman tristemente incastrata tra gli alberi.
(Foto: Giuseppe Mirko D’Onofrio)

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